martedì 17 novembre 2009

Il treno per darjeeling


Tra i diversi film visti di recente sul grande schermo, mi è capitato di vederne uno, che mi ero perso proprio al cinema.
L'ho "recuperato" in videocassetta e seppure un film visto in sala abbia un gusto del tutto particolare, questo film è risultato godibilissimo anche nel "privè" della propria poltrona di casa in un modesto 32 pollici.
Sto parlando de "il treno per darjeeling"(titolo originale: "The Darjeling Limited"), una pellicola non di ultima uscita (prodotta nel 2007, proiettata per la prima volta in Italia più di un anno fa, il 30 aprile 2008), regista Wes Anderson, che dopo il suo esordio nel 1994 ci ha mostrato diversi lavori, in cui un ruolo rilevante hanno personaggi eccentrici ed una realtà, un mondo originale, a tratti comico, con risvolti nostalgici ed a volte con sfondi tragici.
Questo film, narra un viaggio, sia nel senso materiale del termine che gli è proprio, ma molto più in senso spirituale ed interiore. Il mezzo di trasporto è il treno, con tutta la sua portata metaforica e simbolica e quale mezzo per viaggiare di stimolo alla riflessione sul proprio io e sul percorso della propria vita, che sembra seguire una rotaia stabile e sicura, ma che spesso ci porta a deragliare. Ed anche nel film il viaggio su questo treno non appare lineare e certo, ma connotato da diversi mutamenti di percorso, o come li chiama uno dei personaggi "itinerario" (nel corso della vicenda, egli ripete spesso "vediamo l'itinerario").
Su questo treno viaggiano i tre fratelli Whitman, lungo un percorso materiale, che attraversa l'India, mentre l'itinerario interiore dei tre ha la sua stazione di partenza al termine di un anno di silenzio seguito alla morte del padre, fino a quella di arrivo del loro reciproco ritrovarsi come fratelli, non di carne e sangue, ma di spirito. Una vicenda preceduta da quella del cortometraggio Hotel Chevalier, prologo alla vicenda se non più di questo quanto ha valore narrativo ed artistico.
Un film che consiglio a tutti quelli che, come me, amano il confronto con la propria vita, nella costante e perenne riflessione intorno al passato, ogni volta che ci si ritrova impegnati a comprendere il proprio presente, cercando di guardare al di là di questo, per capire l'incomprensibile, ovvero ciò che significa "tutto quanto è stato e tutto quanto è", in rapporto all'ignoto di "tutto quanto sarà" (il proprio futuro).
Il Film è risultato vincitore del Leoncino d’Oro 2007 alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ed è da vedere non certo per il mio consiglio, ma per ciò che esprime, riassunto proprio dalla motivazione del premio assegnato “Per aver affrontato con originalità, leggerezza ed ironia temi complessi quali ... il viaggio come metafora di crescita individuale, il bisogno di riflessione e di distacco dalla realtà frenetica del mondo occidentale. ... per aver creato un mondo unico capace di coinvolgere ed emozionare, offrendo più piani di lettura ...”.



domenica 15 novembre 2009

Qualunquista incazzato



Con il titolo ho già svelato qualcosa circa l'immagine mostrata dalla specchio.
Ho visto un ometto di nome Giovanbattista Adornato.
Come si dice, ogni riferimento a persone è puramente casuale.
Infatti il nome è di pura fantasia, inventato perchè utile al concetto, e più materialmente ,terra terra, in quanto Giovanbattista fa rima con "qualunquista" e Adornato fa rima con "incazzato," insomma Giovanbattista Adornato il qualunquista incazzato.
Nasce nel blog questo personaggio, che serve dare, ai post in cui comparirà, una diversa chiave di lettura. Basta, infatti, con i post che commentano i fatti con un tono critico ed asettico e largo ad un tono autoironico, più vicino alla realtà o, per meglio dire, più rispondente al "commentatore medio" di fatti e notizie (come si usa dire con un termine brutto quanto impreciso o, proprio più precisamente, qualunquista) .
Perchè un taglio autoironico ? Dopo le ultime vicende sembra che di serio poco rimanga.
Quali fatti e vicende? in due righe ve li riassumerò poi, ma, prima, vi presento il nuovo personaggio.
Giovanbattista Adornato, come qualsiasi qualunquista incazzato, da anni tempestato dalle notizie e resoconti della miriadi di fatti che attorno a lui accadono, ha maturato una sua filosofia di vita e un suo modo di pensare alle problematiche ed ai fatti cui assiste.
Come ogni qualunquista incazzato attraversa, nel commentarli, varie fasi, ciascuna contraddistinta da uno specifico modo e tono:
- la fase dell'eccitazione, il momento in cui approccia l'interlocutore che ha appena inquadrato come partner ideale. E' il momento in cui si carica con frasi "preliminari" come "Lo so io di chi è la colpa, ma non fatemi parlare..." oppure "so io cosa si dovrebbe fare ...";
- la fase dell'erezione, ovvero il momento in cui il partner inconsapevole (incuriosito dalla frase "preliminare" che come tale, par promettere nella speranza di non essere poi delusi) reagisce con uno sguardo o con anche una parola innocente del tipo "scusi diceva ?". E' il momento in cui il qualunquista incazzato, culmina la fase eccitativa ed in piena erezione, snocciola frasi del tipo "quando cerchi un idraulico non lo trovi mai ed una volta trovato la vedi tu la parcella, la fattura no perchè non te la fa. Ma fanno bene, la colpa è nostra che mandiamo i figli all'Università quando guadagnerebbero più a fare i lavori manuali come una volta".
- la fase dell'orgasmo, ovvero quella in cui raggiunge il culmine, il climax, con frasi del tipo "perchè l'idraulico la fattura non la fa, ma io l'iva l'avrei pagata se avessi potuto detrarla; invece alla fine non insisto nel chiederla, perchè di tasse ne pago già tante, irpef, addizionali, fino alla nettezza urbana, per tutto quello che sporcano sti' extracomunitari, che guadagnano più di me e non pagano un euro di tasse".
Insomma, Giovanbattista Adornato, il qualunquista incazzato, come avrete capito riuscirà a donarci giudizio critico ed un commento dei fatti più attuale ovvero diciamo, più in linea con i commenti che siamo abituati a sentire, dalla gran parte dei nostri concittadini, ormai seriamente rincitrulliti dal frullato confezionato da vari tg, quotidiani, etc, etc, abili nella missione propria di eliminare ogni senso critico, in chi rimane travolto dalla mole di notizie raccontate, la gran parte di poco conto, utili a togliere spazio a quelle che meriterebbero maggior riflessione.
Il qualunquista incazzato, riuscirà nei suoi commenti a dire tutto ed il contrario di tutto, perchè la sua arte è la contraddizione esplicita, evidenziata nella stessa frase, od a breve distanza, del tipo "So io che farei a quei pirati che girano in auto a tutta velocità con il rischio di far secco un innocente... ma stà cazz... di vecchietta proprio ora doveva de attraversà ... stà gente che non c'ha mai fretta, ma perchè cazz... va in giro e ch'ha colpa ancora chi la mannà 'ngiro o chi non la tira sotto e la toglie de torno na' volta per tutte".
Insomma questo solo un assaggio, ma lo conosceremo meglio quest'ometto "al passo con i tempi", che sentenzia in breve tempo (lui sì che farebbe brevi i processi) con giudizi tipo:
- ci vorrebbe una ruspa e giù tutto;
- bisognerebbe fare come nei Paesi dove le cose funzionano;
- stì travestiti fanno schifo nun li posso vedè, co stì culi e le tette de forì, rovinano i miei giri notturni in auto lungo le vie di periferia;
- etc. etc.
Ora veniamo al sunto promesso sulle ultime vicende:
- Nell'ultimo post trattavo del ddl sui processi brevi che stava per essere partorito, promettendo che ci sarebbe stata, dopo la prima, una nuova puntata. Ve la risparmio e la sintetizzo in poche parole: il disegno di legge in pratica pone un limite temporale per i processi relativi a diverse ipotesi di reato in giudicando. Esempio: abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino ... la lista è lunga. Sbigottimento anche in alcuni membri della maggioranza.
Restano invece fuori reati "ben più gravi". Sempre un esempio: il reato di immigrazione clandestina. E ' qui si incentra il vulnus dell'attuale discussione politica, con la lega che "lo tiene alto e duro" intendo dire l'impegno preso con gli elettori, perchè non cede a chi vuole porre il limite anche per questo reato, ma come sostiene la lega"declassando" in pratica il gravissimo reato di immigrazione clandestina, che fa impallidire. Poi c'è Casini che, di fronte a tal ddl, dice che è meglio un nuovo lodo Alfano condiviso da tanti ed approvato con una modifica Costituzionale. Insomma lascio il commento, tanto grande è il casino e la domanda è sempre "Cui prodest?" rispondete Voi.
- Poi torna il "malato di protagonismo" che per paura di perder la scena, se ne torna con un nuovo proclama: il ritorno al giuramento guarnito da un poco o nulla definito obbligo di gentilezza.
Vi prego leggete il link e vedete un pò le sue dichiarazione; poi se c'era ancora qualcuno che pensava fosse Lui l'uomo che avrebbe potuto mettere a posto la Pubblica Amministrazione, per favore, rifletta. Sappiate che quelli che Lui vuol debellare, ovvero il dipendente pubblico "vecchio stampo" giurava già allora, in virtù di una legge del '57 . La strada per il cambiamento della Pubblica Amministrazione è altra, ma ne riparleremo;
per ora solo un antipasto di commento: via i politici che non sanno fare tale mestiere e, forse, neppure un altro; via i loro leccafondoschiena che "ascendono" non al padre politico solo, ma in carriera, solo grazie al saper fare il mestiere poco prima da me menzionato con un termine meno crudo del concetto reale.
- in ultimo, la sequela o meglio il sequel del serial tv vaccino (leggetevi il link) con tanto di ministero della salute reintrodotto, non grazie al mio post, ma ovviamente per il solito "aggiungi un posto a tavola".
Commentate voi, dalle prossime volte, non commenterò neppure io, lasciando (a volte) spazio a Giovanbattista Adornato.

mercoledì 11 novembre 2009

Quello che l'Europa ha detto ....



Scusate se inizio questo post in tal modo, ma prima di tutto mi faccio i complimenti. Sì, perchè chi ha avuto la pazienza di leggere in questo blog l'ultimo post "Pandemia e pandemonio", trattando il tema dell'influenza N1H1, analizzavo lo strano caso del "Mistero del ministero della Salute", che risultava ormai scomparso, fagocitato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociale (come direbbe Di Pietro: che ci azzecca!!!). Commentavo, lasciando trapelare il sospetto che ciò non fosse casuale, ma frutto dello scarso interesse per la sanità pubblica mostrato da questo Governo ed in particolare da chi lo guida, pronto a rivolgersi e far rivolgere i propri familiari alle strutture estere.
Allora, mi faccio i complimenti in quanto, per autoesaltazione, mi attribuisco il merito di quanto apprendo oggi dal Corriere della sera: È legge l'istituzione del ministero della Salute, dopo il sì definitivo da parte dell'aula di Montecitorio alle nome, che prevedono anche l'incremento del numero dei sottosegretari. Il provvedimento aveva già ottenuto il disco verde dal Senato.
Insomma gli ho fatto paura e pur di smentirmi ... .
So che non è così (infatti alla fine muta poco e chi ha letto il link lo capisce; e poi basti sapere che sono previsti tagli agli acconti irap, quindi a ciò che finanzia la sanità regionale) .
Perciò torno alla realtà, ma un pò di soddisfazione resta per aver trattato un tema, non affrontato in rete e che ha trovato pronto riscontro dalla nella realtà attuale dei fatti.
Appunto la realtà attuale dei fatti; di questo parla questo post, dopo che lo specchio mi ha mostrato l'immagine di Gasparri, che va ripetendo, in un noioso monologo: "quello che l'Europa ha detto ...".
Di cosa si tratta: del "processo breve". Sì, perchè Gaspari per giustificare il ddl in preparazione va ripetendo, che ciò realizzerà quello che l'Europa ci dice da tempo, ovvero che i processi in Italia durano troppo. Cioè, se ne sono accorti perchè lo dice l'Europa, a dimostrazione che certi politici non ascoltano i cittadini, i quali da anni affermano la stessa cosa, in quanto ne subiscono gli effetti.
Peccato che la questione sia concreta, ma il motivo del ddl sia un altro e quanto affermato da Gasparri sia solo un'alibi.
Che non ci ascoltino è un dato certo, ma che ci ritengano tutti cretini, spero sia solo una loro illusione. Come si può pensare che questio ddl, che nasce pochi giorni dopo la bocciatura del lodo Alfano non serva per accorciare specifiche vicende processuali (e si sa bene quali). Come dire vien più che il sospetto che il ddl serva non ad evitare che i cittadini lcontinuino a subire la lunghezza dei processi, ma per accorciare i tempi previsti per poter processare qualche specifico cittadino, ovvero non far subire a questi speciali cittadini il giusto processo (e ricorderete cosa significa in termini giuridici "giusto precesso" e chi se l'è inventato).
Insomma, tutto di corsa, stanno lavorando a questa emergenza che, oggi, certa parte politica sente come impellente, mentre franano paesi, montagne , si perdono posti di lavoro, etc. ... ma queste al confronto non sono emergenze. Così il Premier ed Alfano studiano , anche di notte, come noi si faceva alla vigilia degli esami (oramai siamo solo dei fannulloni).
E allora si torna a parlare di reintrodurre l'immunità (unico cambiamento di norme costituzionali operato con la maggioranza parlamentare prevista senza bisogno di referendum, negli anni di post tangentopoli). Questa la proposta della Bonniver ex Craxiana. Si torna così al passato della prima Repubblica (la seconda è stata abortita da tempo). Del resto, chi, come me, aveva visto il tg1 (TV pubblica direbbe Berlusconi) e l'editoriale del suo direttore aveva già capito che aria tira e tirerà, tra Parlamento e giornalismo finalizzato a diffondere temi e propaganda "al passo con i tempi".
Si lavora di notte per il ddl sui processi brevi (non si tratta mica di prescrizione!), poi di giorno si è stanchi e le norme per dare sostegno alle famiglie, ai disoccupati, alla tutela dell'ambiente possono pure apettare.
Leggeremo insieme questo disegno di legge e poi ne riparleremo, perchè sono convinto che questa è solo la prima puntata !





martedì 3 novembre 2009

Pandemia e Pandemonio


Premetto sarò lungo, ma non fermatevi; con pazienza arrivate in fondo al post, il bello sta anche nella conclusione e il tema è interessante.
Lo specchio oggi mi ha mostrato le immagini per trattare un tema di rilevante attualità: la pandemia da virus influenzale H1N1. Ma sono i modi di mostrare che distinguono lo specchio; infatti oltre alla pandemia, mi ha mostrato il Pandemonio (per comprendere vedi link sull'etimologia della parola).
Ho parlato di tema di stretta attualità, ma in verità si tratta di una "atipica" attualità, perchè trattasi di una vicenda che va avanti da mesi, con un andamento certamente con risvolti tragici, ma, in alcuni momenti, da commedia. Perchè più che di pandemia lo specchio vuol trattare l'argomento pandemonio, di cui appare intrisa la vicenda. Cerchiamo di venire al punto.
Al solito modo evidenzierò domande per stimolare riflessioni, lasciando a voi le risposte. In questo caso però, esprimerò anche opinioni e dico opinioni perchè non si può trattare di tesi dimostrabili scientificamente. L'argomento influenza permetterebbe di avanzare teorie sviluppate applicando il metodo scientifico, ma, in primo luogo, per tale compito non possiedo competenza e lascio campo libero a medici e tecnici e, in secondo luogo, non intedo trattare il tema influenza sotto il profilo medico.
Sono mesi che sentiamo parlare di questa influenza, all'inizio denominata volgarmente suina (i suini dopo i polli), oggi appellata con denominazione "di più alto livello" H1N1. Ma sempre della stessa cosa si tratta, cioè di quell'influenza che, nei mesi scorsi, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (non dall'ometto al bar) veniva indicata come causa di un possibile futuro sviluppo pandemico. Cosa non di poco conto, con tanto di timori nella gente comune ed "aspettative" nelle Case farmaceutiche. Oggi, invece, scopriamo, che dobbiamo stare tranquilli, perchè come dice il "VICE" ministro della SANITA' (?) si tratta di un'influenza meno pericolosa delle altre ... Cazz... fateci subito vaccinare contro le ALTRE PIU' PERICOLOSE influenze, perchè allora vi siete sbagliati a dirci di correre a vaccinarci contro questa INNOCUA influenza !!!
Già, correre a vaccinarci! fino a pochi giorni fa, sempre dal ministero della sanità (dirò poi se questo Ministero si può ancora considerare esistente o se si può parlare di Mistero del Ministero) ci dicevano che c'era già un piano vaccinazioni: prima medici, categorie a rischio e bambini.
Ma dov'erano i vaccini ??? solo oggi ci dicono che erano stati distribuiti poco più di 1 milione di dosi ed un'altro milione circa sarà distribuito tra qualche giorno. Ma allora come facevamo a far vaccinare medici, anziani e bambini ... solo questi ultimi sono più di 1 milione !!!
Allora non è che che il piano c'era ma era un altro ? quello in cui, prima far nascere l'esigenza del vaccino, una volta scoperto che non c'erano abbastanza dosi, dire che l'influenza è arrivata in anticipo sul previsto (ma se di solito ci dicono che l'influenza, anche quella "normale" ogni anno arriva verso dicembre e che entro fine ottobre ci si deve vaccinare, qual'è l'anticipo, ormai siamo a novembre!), aggiungendo che l'influenza non è più pericolosa del solito. Eh sì! ora ci dicono che questa ha provocato meno morti dell'influenza tipica di ogni anno. Ma allora tutti i timori dei mesi passati !?
Il 2 novembre dopo gli ultimi due decessi, il VICE ministro e responsabile dell'unità di crisi Ferruccio Fazio, questo dice: nessun problema, non intasate i pronto soccorso, perchè sono solo 16 i decessi e 30 gli ospedalizzati e la priorità sono le donne in gravidanza (il giorno dopo servizi dei TG dicono che, per queste, è più pericolosa l'ansia dell'influenza!?!).
Poi il VICE ministro continua, meno rassicurante, dicendo che il picco dell'influenza arriverà a gennaio. A dicembre partirà la vaccinazione per i bambini più piccoli (quanto piccoli? cioè non tutti ?! e poi solo un mese prima del picco?), ma ripete che "I casi gravi sono limitati, la mortalità è bassissima, un ventesimo rispetto all'influenza stagionale. La cosa importante è non intasare gli ospedali" (Fazio, non ti preoccupare se stiamo bene preferiamo andare altrove a passare il tempo, piuttosto che in ospedale!!!, però leggi questa intervista e poi dicci ancora di non intasare gli ospedali.)

Insomma mi sembra che ne ce sia di Pandemonio in giro, anzichè di pandemia!!!
Aggiornamento ad oggi:
L'influenza A ha fatto una nuova vittima ed il bilancio totale delle vittime sale a 18, mentre il VICEministro alla salute lancia un altro messaggio tranquillizzante: i bambini non sono a rischio. ma solo più esposti (facciamo un sorriso anche se non ci sono vaccini per immunizzarli tutti). Secondo il bollettino del Ministero sono 250.000 i casi di influenza A nel nostro Paese. ma i dati che arrivano dai medici di famiglia parlano di tre milioni di visite effettuate ogni giorno, con un aumento del 30% in poche settimane (quadro completo: aumento del 40% dei consulti telefonici, del 30% delle visite in studio e del 30% delle visite a domicilio.
Intanto, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) avverte che con l'arrivo dell'inverno è previsto un aumento dei casi e ribadisce la necessità di vaccinarsi per le categorie a rischio (e dagliè ... allora dateci i vaccini).
Ma Fazio, che non è un "anti italiano" ribatte, che in pratica chi se ne frega dell'OMS e del mondo, perchè, nel corso di un'intervista a Mattino 5, su Canale 5, rende noto che in Italia ci sono meno morti rispetto ad altri paesi europei: "Non c'é da preoccuparsi - ha detto il viceministro - questa influenza non è pericolosa per le persone che non hanno particolari malattie". Conclude poi che giovedì prossimo verrà fatto un punto sulle vaccinazioni durante la Conferenza Stato-Regioni (mi raccomando fate come credete, ma non sbagliate a mettere il punto che non sia interrogativo).
Il viceministro ha anche reso noto che si recherà a Napoli giovedì mattina per verificare in prima persona la situazione in Campania (speriamo che per voler fare "in prima persona" non venga contagiato, perchè poi chi ci tranquillizza!).
Poi il clou: dai primi test condotti negli Stati Uniti Istituto per le malattie infettive (Niaid) risulta che una sola dose di vaccino contro l'influenza A/H1N1 è sufficiente per le donne in gravidanza. Nei bambini fino a nove anni, invece, una seconda dose del vaccino contro il virus H1N1 potenzia la risposta del sistema immunitario (doppia dose e dove le troviamo!).
Insomma ripeto, al momento più che di pandemia, dobbiamo parlare di Pandemonio.
Ma qual'è la mia opinione conclusiva: che il Ministero della Sanità, ad oggi, non ha fatto un gran lavoro a voler esser buoni. Ma la questione è un'altre: sappiate che mentre si sono creati Ministeri a Governo avviato (Vedi quello del Turismo per la Brambilla), il Ministero della Sanità non esiste come unico Ministero perchè accorpato con quello del lavoro e delle Politiche Sociali (perchè accoppiare Lavoro e sanità, ancora persino Brunetta se lo chiede, visti i fannulloni dipendenti pubblici che non lavorano e fanno i falsi malati).
Ma forse ciò accade perchè la sanità è meno importante del Turismo !? Peraltro, sapete chi è il ministro "ANCHE" DELLA SANITA'? Scommetto non ve lo ricordiate ?! E' Sacconi. Perchè non lo ricordavate? forse perchè spesso l'avete sentito parlare più di lavoro, economia, Alitalia, ecc. insomma per la Salute parla il VICE, lui, il Ministro, anche in piena pandemia poco si interessa di salute.
Ce dite ? la mia è un'opinione la cui libertà è costituzionalmente garantita, ma che come ogni opinione può non essere condivisa, non essendo tesi scientificamente dimostrabile.!!!??? E' vero, però, volendo procedere con un metodo pseudo scientifico, posso rafforzare la mia opionione sullo scarso ineresse del nostro Governo per la questione salute PUBBLICA con acuni elementi.
La sanità è spesso citata dal Governo come fonte di spesa e di sprechi e siccome, in gran parte tale spesa è gestita dalla Regioni, logica conseguente è scaricare su di queste la colpa della spesa/sprechi.
Questo il primo piatto, mentre secondo e contorno è rappresentato dal fatto che si parla di taglio dell'IRAP, che se non lo sapete, finanzia in gran parte la spesa sanitaria delle Regioni; quindi meno risorse, meno spesa e sprechi, ma certamente meno sanità PUBBLICA.
Qula'è il dolce, caffè e ammazzacaffè. Sul caso Marazzo ho detto che, oltre alla questione ricattabilità (di cui oggi Berlusconi parla rispetto al caso che lo riguarda: leggi processo a Milano), un amministratore pubblico deve dare anche un esempio a chi amministra. Tempo fa il nostro Presidente del Consiglio per un intervento sanitario, si rivolse alla sanità, ma non a quella Pubblica italiana e neppure a quella privata, perchè se ne andò all'Estero: bell'esempio di fiducia e di italianità!!!
Sua figlia, recenemente ha dato alla luce un figlio, con tanto di congratulazioni televisive specie su Rete4, che dava la notizia dell'evento, avvenuto in una clinica Svizzera! Altro esempio di grande interesse per la Sanità italiana, a cui NON si ricorre neppure per far nascere in Italia un cittadino italiano ... o volevano fargli prendere la cittadinanza Svizzera !!??? Se fosse bell'esempio di ELVETICITA' ... e chissà se, sul posto, gli hanno già aperto un conticino (come si fa con tutti i bambini) !!!!

lunedì 2 novembre 2009

La Poesia



Questa estate la morte della Pivano, ieri quella di Alda Merini. Non so quanti prima di ieri la conoscessero o meglio non la conoscessero realmente.
Oggi, sulla rete e su facebook in particolare, è tutto un fiorire di post e commenti, ma non so, fino a ieri, quanti avessero letto qualcosa scritto da Alda Merini.
Oggi, ci sono tanti che, sempre, in rete, provano a darci una definizione di poesia, a farci comprendere cosa essa sia e ... naturalmente non ci riescono. Citano frasi ed aforismi per asserire che attualmente pochi sono i poeti in circolazione e molto di quello che viene scritto non può considerarsi poesia. Altri fanno riferimento allo sviluppo storico della poetica, parlando di destrutturalismo (senza sapere che si è sviluppato, peraltro, negli stessi anni in cui matura proprio lo strutturalismo in psicologia, linguistica ed in antropologia), passaggio dalle costrizioni meccanicistiche alla libertà della forma.
Provano a spiegarci cosa sia poesia e cosa non lo sia, ma, naturalmente, non ci riescono, proprio perchè, a prescindere, di "cosa sia poesia" o "chi sia un poeta", dimostrano nel loro sforzo di non avere quella sensibilità che spinge a tacere ed ascoltare, o meglio leggere, quanto gli altri hanno scritto, senza giudizi e pregiudizi. Chi vive il proprio tempo, difficilmente riesce a comprendere i fenomeni con cui convive e diventa sterile trattare il tema "poesia" per classificarla, definirla e voler "attestare" il fenomeno poeta-poesia.
Dobbiamo discutere se la poesia sia quella che combina valore semantico della parola, con il suo aspetto onomatopeico o con l'effetto che essa produce nell'intera costruzione, riuscendo a superare il conscio del lettore, per imprimersi nello strato più profondo del suo inconscio ?
Poeta è, invece, colui che sa costruire qualcosa che sia rispettoso delle regole linguistiche/letterarie ? Credo che occorre avere maggior sensibilità, apertura ed inclinazione ricettiva nell'ascoltare e leggere il prodotto degli altri, senza arrogarsi il diritto di (pre)giudicare od attribuendosi la capacità di saperlo fare.
Credo che neppure alla Pivano, ben più dotata di questi commentatori, possa essere riconosciuta, a pieno titolo, la possibilità/capacità di "sentenziare" in merito all'inesistenza quasi assoluta di poeti contemporanei (ad eccezione di alcuni cantautori).
Per questo, io mi limito a sentire e, pertanto, a leggere quello che altri scrivono, cercando di comprendere cosa li abbia spinti a farlo (senza giudicarne qualità o capacità) e ne apprezzo, comunque, il risultato (meglio uno in più che sente e scrive anche tecnicamente non bene, che uno in più che resta in silenzio in questa civiltà moderna sempre più animalesca).
In linea con un tal comportamento, oggi con questo post, mi limito (ma qui non è limitarsi, ma "illimitarsi" espandendosi verso l'infinito) a farvi conoscere una poesia della Merini, proprio in tema con quanto accadutogli ieri.
Lo farò così, senza aggiungere altro allo sterile dibattito sulla poesia, sicuro di avergli fatto un miglior servizio, perchè credo che fra quanti leggeranno, almeno uno, da domani, amerà ancor più la poesia o, quantomeno, sentirà che c'è qualcuno lì dentro!

Cara Federica

Cara Federica dirò come soffro
perchè ci e dato tanto soffrire,
perchè vediamo tagliare dalla terra
le nostre spighe migliori
anche io ero una spiga che cresceva nei campi,
credi Federica
i poeti non sono seminati da alcuno
li porta il vento della primavera.
Oggi per la mia donna è un giorno di liberta
ma per noi prigionieri dell' arte
è un altro giorno di prigionia.
Non sono felice della mia morte
carissima Federica
eppure me ne dovro andare.

lunedì 26 ottobre 2009

il disvalore del valore


In un precedente post, avevo scritto dell'avversione provata a scrivere ancora di politica, volendo parlare di altri argomenti. Avevo anche detto che la politica offre sempre spunti, a volte anche per riflessioni più ampie che il racconto di fatti di pura cronaca ed attualità.
Aggiungo oggi, che la politica oltre a ciò, non da il tempo di fissare un pensiero e formulare un'opinione, che già ti mette alla prova con nuovi avvenimenti.
Avevo iniziato a scrivere questo post già venerdì scorso, ne avevo pensato il tema di fondo e quindi il titolo. Poi avevo deciso di fermarmi, scrivere altro per poi riprendere poi il post. Ben fatto! il titolo è risultato ancora più attuale, perchè, nel frattempo, si sono verificati nuovi eventi, che rafforzano il tema di fondo che volevo trattare. Vengo a spiegarmi, come si suol dire.
M'ero irritato a sentire parlare e discutere intorno alle frasi di Tremonti sul posto fisso, con tanto di replica Brunettiana (seguita da altre sue dichiarazioni come al solito di aggiustamento e mitigazione dello sfogo iniziale), successivo commento di Confindustria con la marcegaglia (tranquillizzata da Berlusconi con la terra promessa dove non c'è più irap e meno tasse in genere ... sui redditi d'impresa e di lavoro autonomo, mica mai su quello di lavoro dipendente!). L'irritazione nasceva dal fatto che come al solito, al fare (i posti fissi) si sostituiva il dire (i soliti convegni, salotti, ecc.).
Poi la ciliegina ce l'ha messa Berlusconi, che da filosofo inarrivabile ha trovato la quadratura del cerchio e trovato la summa di tante elucubrazioni: In sintesi "il posto fisso è un valore come lo sono le partite iva".
SIC!!!! siamo arrivati a questo punto, la politica evidenzia, ma ahimè soprattutto ai giovani quali siano i valori odierni da custodire: il posto fisso e ... le partite iva.
Allora mi scateno, provo anch'io a filosofeggiare:
"il posto fisso è un valore come le partite iva"... dunque, dunque, aggiungo io e penso ... ho trovato:
"Lo sono come lo sono gli gnocchi al giovedì e la gnocca la domenica".
No, niente, non sono all'altezza come già avevo detto in un altro post!!!
Torniamo alla serietà. Il problema è proprio qui: invece di indicare dei valori, la politica ormai mostra a noi, ma specie ai giovani, il disvalore del valore. In altri termini, la politica con le molte parole, ma anche con i pochi fatti riesce a demolire perfino quelli che per anni sono stati valori nella nostra società.
Esempio di disvalore del valore n. 1
Pochi anni fa, venni a sapere di un mio amico, dipendente pubblico, colto in fragrante, mentre nell'auto di servizio accompagnava due rumene (al dire di alcuni anche bone). Lo criticai, perchè sentivo la cosa non giusta e contro ogni valore che riconoscevo come tale ed irrispettoso dei cittadini contribuenti. Oggi, la politica mi ha fatto dubitare. Parliamo della questione dell'aereo di stato e dei passeggeri "scortati" da Berlusconi (trasferimento in Sardegna di ospiti del premier su velivoli dell'Aeronautica militare, invitati a una festa, il 24 maggio 2008, organizzata a Villa Certosa).









Ci fu l'iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma a seguito dell'inchiesta avviata dopo la denuncia presentata dal Codacons. L'ipotesi di reato fu quella di abuso d'ufficio. Gli atti furono trasmessi al Tribunale dei Ministri nei successivi giorni.
Si disse che l'inchiesta, in definitiva, avrebbe potuto seguire lo stesso percorso di quelle che, per fatti analoghi, riguardarono gli ex ministri Francesco Rutelli e Clemente Mastella (par condicio realizzata, nel senso che, dopo Berlusconi, abbiamo citato uno di centro sinistra ed uno che sta una volta nel centro sinistra ed una volta nel centro destra).
Berlusconi si disse tranquillo.
L'esito fu che il Tribunale dei Ministri archiviò la posizione, motivando in sintesi, che su richiesta della stessa Procura, l'ipotesi di reato per abuso di ufficio era da escludersi per la mancanza del presupposto della violazione di norme di legge e di regolamento, essendo la materia interamente regolata da direttive della Presidenza del consiglio dei ministri (le regole se le fa proprio colui che poi adottando certi comportamenti già sa che in base a quelle regole non sarà colpevole).

Però il Tribunale dei Ministri ha aggiunto: «Vanno condivise le argomentazioni esposte nella richiesta di archiviazione avanzata dal pm, non essendo emersi casi di trasporto di soggetti estranei alle delegazioni in assenza del presidente del consiglio dei ministri». Ovvero per il Tribunale i passeggeri non autorizzati erano comunque sempre in compagnia del premier.
E qui mi son ricreduto sul mio amico. Ma allora un dipendente pubblico se utilizza un auto per un servizio di lavoro, può caricare chiunque, anche due Rumene bone perchè non risulteranno trasportati "soggetti estranei alle delegazioni in assenza del dipendente Pubblico???
Ma di quali delegazioni parla il Tribnale dei Ministri ???? del cantante napoletano Mariano Apicella e alcune ragazze ??!!! non ci capisco più niente.
Tanto in merito alla vicenda è stato aggiunto dal Premier anche: «se c'è qualche persona in più non costa una lira in più».
Il mio amico è d'accordo, due rumene in più allo Stato non costarono una lira (anzi un euro), perchè le pagò lui da quel che mi disse.


Esempio di disvalore del valore n. 2

- In Italia da qualche anno sono state create delle apposite agenzie per l'ambiente, denominate Agenzie regionali per l'ambiente.
La cura e la salvaguardia dell'ambiente, penso sia un valore innegabile. L'ambiente è la nostra casa, il posto in cui viviamo e vivranno le future generazioni. Non ci sogneremmo mai di sporcare e distruggetre la nostra piccola casa, allora perchè farlo nei confronti di questa casa, ben più grande.
Eppure è quello che accade, mi basta pensare al fiume Tevere di quando ero piccolo e di come è oggi, o di laghetti e fiumiciaattoli popolati da molte specie animali, oggi ridotti a cloache.
L'esempio del disvalore? Ce ne sarebbero, ma citiamo quello più recente. In questi giorni è stata avviata un'indagine in Campania per la gestione dell'arpac (appunto agenzia regionale per l'ambiente Campana ) e di presunte clientele ed assunzioni facili. Come dire un ente il cui scopo fondativo pare traviato o quantomeno distorto.
Ma l'esempio di tanto disvalore del valore ambiente, in Campania già era rivenibile (forse perchè sapevano come funzionasse l'arpac) nel caso dello scarico dei liquami di fronte alla Grotta Azzura a Capri.
Bastava vedere il camioncino autobotte della ditta Ecology srl autrice dello "scarico": c'era scritto servizzi ecologici. Non sapevano scrivere ma scaricare sì.

Volevo scrivere intorno ad altri valori "svalorizzati", quali il valore della solidarietà, quello delle persone e non delle cose a cui, troppo spesso si da la priorità proprio rispetto all'essere umano.
Sono statoperò sin troppo prolisso.
Arriviamo all'ultimo fatto che ha reso ancor più attuale il post già scritto in parte qualche giorno fa.
Non voglio apparire moralista, ma la vicenda Marrazzo induce a riflettere.
Abbiamo parlato un'estate su Villa Certosa con i suoi invitati "in costume adamitico", poi sulle escort ... con una facile battuta potremmo dire "ma cavolo, dal centro destra solo bele ragazze, dal centro sinistra solo trans".
Battuta facile e non divertente. Però, cavolo veramente, tempo fa fu la volta di Silvio Sircana l’ex portavoce di Romano Prodi, immortalato accanto ad un trans, oggi è la volta di Marrazzo. Il disvalore non sta però nel trans o meno, perchè credo che ognuno sia libero di vivere la propria libertà anche in campo sessuale. Ciò che infastidisce è che la vicenda pare risalire a mesi fa. Tenuta nascosta pagando chi ricattava.
Aspetto evoluzioni, eventi e conclusioni dell'indagine in corso; però fa male pensare che uomini politici, se così fosse confermato diano esempi di vivere in tal modo, non perchè frequentino trans, ma giri di trans, all’interno di festini con la presenza di cocaina, capaci poi solo di farsi ricattare per mesi.
E se fosse vero, ai nostri giovani, che diciamo:
"andate in discoteca a ballare, non ubiracatevi; soprattutto non dovete farvi con coca o peggio, perchè poi dovete guidare. Piuttosto organizzate festini a casa e lì fate come volete!".
Certo la vicenda nasconde molti lati poco chiari, come il fatto che alcuni Carabinieri girano questo video e poi lo danno o lo fanno dare un fotografo che sembra sia lo stesso che aveva beccato il portavoce di Prodi, Sircana.
Un'opinione però me la sono fatta: chi ricopre cariche pubbliche, almeno un dovere dovrebbe averlo. Gli è richiesto un sacrificio maggiore rispetto al "comune" cittadino, cioè quello di rinunciare a propri desideri, che in qualche modo potrebbero dare esempi poco edificanti a coloro che sono da loro stessi amministrati, specie le generazioni più giovani.
Dispiace ancor più pensare che se fosse vero, si finirebbe per concludere un giudizio su un amministratore a fine mandato, non giugendo a giudicare la sua buona o cattiva amministrazione, ma fatti in qualche modo della sfera privata.
Però è anche vero che, chi ha ceduto a un ricatto pagando con assegni a sua firma, non può ricevere dalla gente grande fiducia nel ricoprire una carica pubblica. Se così non fosse non si potrebbe più avere la faccia per parlare o scrivere, causa mancanza di coerenza rispetto a quanto si è detto e scritto nei confronti di Berlusconi in questi mesi.

mercoledì 21 ottobre 2009

l'uomo e (è) l'uomo-dio


Gli ultimi post sono stati dedicati alla politica. A dire il vero, la politica offrirebbe ancora motivo di ispirazione. Basti pensare alla vicenda del giudice Mesiano ed al fatto che più soggetti (pochi giorni fa il CSM) hanno parlato di intimidazione, mentre il centro-destra ha affermato che Berlusconi, pur non condividendo a posteriori l'operato, non poteva sapere del servizio poi mandato in onda dal giornalista Brachino su una delle reti Fininvest. Come dire, quando Biagi, su una rete pubblica (non sua) fece affermazioni che Berlusconi bollò come faziose, egli riuscì ad ottenere l'allontanamento del giornalista; oggi che non condivide l'operato di un giornalista su una delle "sue reti" non riesce a sostituirlo. Voto: imprenditore poco potente, o meglio per nulla volente ma molto accondiscendente (non sapeva cosa avrebbe fatto Brachino e dice di non condividere ex post, ma certamente si "com-piace" per il servizio a Mesiano.
Altro argomento: Tremonti ed il posto fisso. Lui dice che vede positivamente il posto di lavoro fisso e giù critiche dai colleghi di governo; alla Marcegaglia gli si rizzano i capelli (per farglieli tornare lisci il Premier gli deve promettere che toglierà l'IRAP). Voto: tattica del polverone, per disquisire su banalità e non fare. Ma se a Tremonti piace il posto di lavoro fisso come cardine per lo sviluppo di una società equilibrata, non dica, ma faccia per crearne, perchè
da fare ce n'è visto il dilagare del precariato.
Peroò, lo specchio oggi ha mostrato altre immagini, perchè di altro vuol parlare.
Quest'estate è morta Fernanda Pivano. Ne hanno parlato molti giornali e, quindi, in quanto meno qualificato, evito io di riparlarne e di ricordarne i meriti. Lo specchio me l'ha mostrata per sviluppare però il tema di questo post, che preannuncio non sarà brve ma vi chiedo di avere pazianza ed arrivare sino alla fine.
Nella mia ignoranza ho vissuto per cica 25 anni senza conoscere chi fosse la Pivano, fino a quando mi fu regalato un libro: autore Edgar Lee Masters, titolo "Antologia di Spoon River", Editore Einaudi. Libro a me sconosciuto e, così, come sempre faccio sempre in questi casi, mi immergo subito nella prefazione. La fortuna è stata che la versione regalatami conteneva proprio la prefazione curata dalla Pivano (anzi accompagnata pure da tre scrtiti di Cesare Pavese). Leggere la prefazione fu come sentire una forza interiore crescente ed impellente che mi spingeva ad iniziare a leggre il libro. Non voglio parlare inq uesto post del libro (ma vi consiglio di leggerlo, anche a chi non si è incuriosito a cui dico si legga questo link
(io non mi accontenterei).
L'aver letto quel libro, fu, poi, per me l'immergermi nel passato. In adolescenza, avevo trovato tra le musicassette di mio padre un LP di Fabrizio de André titolato "La buona novella". Lo ascoltai, conoscendo del famoso contautore, sino ad allora, solo le canzoni più note. risultato: ne restai folgorato. Il motivo sta nel fatto che prim'ancora di conoscere queste canzoni, m'ero appassionato ai vangeli apocrifi, alle eresie medioevali, specie alla vicenda dei catari, quando ancora questi erano temi non erano utilizzati dall'industria cinematogafia americana, nè sfruttati da scrittori immeritatamente osannati (e parlo di Dan Brown e de "Il codice Da Vinci" di cui tornerò a parlare magari in un altro post per spiegare perchè parlo di immeritato successo.
Con quello che sino ad ora ho scritto ho voluto e govlio speigare quello che sembra un gioco di scatole cinesi: da Spoon river, sono tornato al mio passato di adolescente con De Andrè e la buona novella, che a sua volta mi ha riportato indietro nel tempo all'interesse per i vangeli apocifi, le eresie medioevali, che a sua volta mi riporto alla pre adolescenza, allorché si sviluppò in me, quando, dodicenne circa,
presi in prestito un libro il cui titolo è "Cristo di nuovo in croce", autore Nikos Kazantzakis. In questo caso offro stavolta, tre link per un primo approccio.
Questo è il tema del post: la figura di Cristo, figlio di Dio, ma uomo fra gli uomini.
Leggendo questo libro, cominciai a comprendere le vicende narrate nei Vangeli in modo diverso da come mi erano state sempre raccontate. Nel romanzo si narra una storia, che si svolge in un piccolo paese della Grecia, in cui ogni anno nella settimana santa viene ricreata la vicenda della passione di Cristo. Ad ogni abitante viene assegnato un ruolo, ma destino vuole, o meglio, una vicenda reale (un furto), che ogni personaggio vivrà nella relatà il ruolo che avrebbe dovuto interpretare. Così il Cristo, benché innocente, viene accusato d'essere l'autore del furto, il Ponzio Pilato si lava le mani quando deve decidere in merito, al momento in cui gli viene consegnato quest'uomo suo concittadino tradito dal migliore amico, il Giuda della situazione.
Mi piacque il libro, perchè l'autore era riuscito a comunicarmi il messaggio, Cristo pur essendo figlio di Dio, visse sentendosi uomo, dovendosi confrontare con il dubbio nelle difficoltà, compreso quello di sentire d'essere figlio di Dio, ma essere certo,
al momento, solo di essere un uomo: quindi identico a noi nel sentire. Un concetto questo, che l'autore ribadì e rafforzo in un altro suo libro che fu reso famoso, pochi anni dopo da questa prima lettura. Sto parlando de "L'ultima Tentazione", portato alla ribalta dall'uscita dell'omonimo film tanto attaccato da chi non ha di certo capito il messaggio del libro da cui è tratto. Il libro, lo dico subito, è molto più bello del film. Narra la vicenda terrena di Cristo, ma la sua bellezza si svela tutta quando Cristo in Croce, prima del trapasso, pronuncia la famosa frase "ELi, Eli ..." tradotta nel Vangelo di Matteo, "Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato ?". Nel libro, Cristo, dopo aver pronunciato questa frase, perde coscenza per un attimo e quando si ripreende e riapre gli occhi, non vede di essere su una croce, ma su un albero gigantesco, tutto in fiore. Proprio, nel momento in cui cerca di ricordarsi perchè si trova lì, gli si avvicina quello che lui crede essere un angelo. Alla domanda "chi sei?" l'essere gli risponde "io sono come te" e continua dicendo che è Dio che l'ha mandato per addolcire le sue labbra dopo la tanta amarezza che gli uomini gli hanno fatto bere. Ed è qui che inizia la tentazione. Quello che pare un angelo è il demonio che dice a Cristo ch'egli si è sbagliato sul volere di Dio, che non è quello di vederlo morire in croce realmente, ma solo di farlo crocifiggere in sogno, così che tutta la passione è stata un sogno. Quindi gli rivela che Dio vuole che egli viva una vita piena. Così che il demonio lo porta via dalla Croce e lo conduce dove si celebrerà un matrimonio. Quando Cristo gli chiede chi si sta per sposare, il demonio gli risponde che lui si sta per sposare. Accade che Cristo vede arrivare Maria Maddalena con cui giace, ma quando lei verrrà uccisa, il demonio gli farà incontrare Marta e Maria di Madgala e Cristo si unirà a Maria. Inizia così la vita familiare di Cristo, che avrà da Lei alcuni figli . Ma un giorno alla porta di Casa arriva Saulo per raccontare la buona novella del Critsto morto e risorto, e la vuol raccontare proprio a Cristo che non vuol credere e dice a Saulo che si sta sbagliando perchè lui, Cristo, è lì vivo davanti a Saulo. Cristo si ritrova poi vecchio, nel cortile della sua casa, ad osservare i figli ormai cresciuti. Proprio quando vedendo quseta scena, si sente sereno e parla con la sua amata Maria, accanto a cui è invecchiato, avverte giungere delle grida "Gerusalemme è in fiamme". Entrano nel cortile degli uomini annunciati come i "suoi vecchi compagni". Cristo non capisce dapprima, poi li riconosce, benchè invecchiati, informi, anneriti dal fumo: sono i suoi discepoli. Cristo parla con Pietro che, alla fine, lo accusa di essere un vigliacco e traditore e di averli ingannati perchè alla fine lui, il Cristo, non si è fatto crocifiggere come aveva preannunciato. Ma proprio mentre angosciato, sente risuonare nelle orecchie le parole vigliacco e traditore, si guarda attorno e non c'è più il cortile, la casa e tuttol il resto, ma solo la folla sotto alla croce, ove egli si trova. Raccoglie le forze e prova a gridare l'altra famosa frase "Tutto è compiuto", senza riuscirci. E ' in quel momento che si ricorda di dove si trova e sente una gioia selvaggia, perchè non ha tradito, Lui è lì inchiodato alla croca, ha mantenuto la sua parola ed ha resistito alla tentazione alla visione mostratagli dal demonio. I suoi discepoli li vede e li pensa già nel mondo ad annunciare la buona novella ed è allora che riesce a gridare "Tutto è compiuto".
Lo so sono stato prolisso. Serviva, però, a concludere il post facendone comprendere, spero, il significato. Un libro attaccato perchè non capito. Se Cristo fosse stato certo di essere figlio di Dio, quale sarebbe stato il suo merito nel sacrificarsi ? Sarebbe stato sicuro in tal modo dell'esito del suo sacrificio. Come noi, in quanto fattosi uomo, ha in sè il dubbio, ma il sacrificio riesce a compierlo, solo allo stesso modo in cui possiamo noi riuscirci dando al nostro prossimo e sacrificandoci, superando il timore e la paura di perdere il nostro io, solo perchè vediamo un obiettivo più grande di noi stessi.
Insomma, sono questi libri che mi hanno fatto sentire vicino Cristo, perchè uomo ancor prima di essere figlio di Dio.
Come scrive Kazantzakis in prefazione del suo libro: "in ogni uomo si combatte la lotta fra Dio e l'uomo stesso". e continua "Cristo ... è passato attraverso tutte le prove dell'uomo che lotta ... . Tutto ciò che Cristo aveva di profondamente umano ci aiuta a capirlo ... a seguire la sua passione come se fosse la nostra".
Aggiungo io che quello che mi ha fatto amare questo libro è il fatto che il Cristo che vi è rappresentato ha un qualcosa di laico, l'aver resistito alla tentazione della visione di una vita serena, pacifica e felice, prendendosi in carico un impegno più grande, mantenedo una promessa fatta ai suoi compagni ed a tutti noi.
Questo non poteva non piacere ad un adolescente, che oggi è un uomo, facendogli credere e pensare che non sono le scelte comode che ci fanno diventare grandi, che non si vive chiudendo gli occhi e vivendo nella paura, ma si è uomini e, quindi uomo-dio, solo lottando fortemente per quelli che riteniamo essere i valori della nostra vita e gli impegni che prendiamo verso di essa. Uno di questi è legato alla frase che mi ripeteva spesso mio padre "non fare agli altri ciò che non vuoi che gli altri facciano a te". Il resto è conseguenza di quello che è il dovere di un uomo: combattere molto, soffrire molto ma sperare molto, perchè ciò tutto quello che può essere vinto è già stato vinto.