mercoledì 28 agosto 2013

Agorà


Chi mi conosce bene, sa quanto mi interessino i temi che riguardano la
Sono sempre stato interessato ai temi riguardanti la laicità, la religione, il Cristianesimo e lo gnosticismo, nel loro manifestarsi, nel corso della storia dell'uomo, intrecciandosi con periodi e vicende umane. Conseguente interesse suscitano in me la vita di Cristo, i movimenti ereticali, e l'evoluzione del pensiero  laico e religioso.
Questo post sarà seguito da altri che affronteranno temi connessi e segue altri che già ne hanno trattati alcuni (vedi sezione religione).
Lo stimolo a scrivere me l'ha data la visione di un bellissimo film di Rachel Weisz, che ha lo tesso titolo del Post, ovvero Agorà. Dopo aver letto il post, invito chiunque non abbia visto il film a vederlo: oltre che comprendere meglio quanto avrete letto, avrete modo di visionare una bellissima pellicola.
Certamente il film introduce elementi non necessariamente reali e realizza una visione "romanzata" di fatti storici accaduti realmente, raccontando di personaggi realmente esistiti in Alessandria d'Egitto nel '300 - '400 Dopo Cristo. Il personaggio principale  è la Filosofa Ipazia, che nacque in Alessandria e il cui padre è Teone, geometra d'Alessandria e studioso di matematica e astronomia. Ipazia diviene, quindi, anche grazie agli insegnamenti del padre una matematica, astronoma e filosofa.
Tra i suoi discepoli vi è Sinesio che divenne vescovo di Tolemaide e che è una delle figure che compare anche nel film, assieme ad Oreste, prefetto di Alessandria, anch'esso, in gioventù, discepolo di Ipazia. Ulteriore personaggio storico presente nel film e il il Vescovo d'Alessandria Cirillo.
Personaggio di sicura fantasia è invece Davo, lo schiavo di Ipazia che da essa viene liberato e che come Oreste e innamorato di Ipazia.
Per un approfondimento sulla vita dei diversi personaggi storici citati, ho fornito il link per ognuno a Wilkipedia per chi volesse approfondire.

La realtà storica, così come ce la narrano diversi autori, ci racconta di un matematico, astronomo e filosofo gnostico che è donna, il che costituisce una particolarità evidente tenuto conto che vive in Alessandria di Egitto tra il '300 e il '400 Dopo Cristo.
Si tratta di una figura rilevante, visto che ha anche discepoli "uomini" (fino al 1800 sarebbe stato impensabile nella nostra Europa) e che ha notevole influenza nella vita di una città e società che vive nel periodo in cui si sta disgregando l'Impero Romano e in Alessandria convivono diverse realtà sociali, culturali e religiose (aristocratici-uomini-liberi-schiavi; pagani-Cistiani-Ebrei).
La realtà cinematografica rispecchia in gran parte quella che gli storici ci narrano, se non che, naturalmente, vi sono anche aspetti di natura creativo-cnematografica.
Oltre a quanto detto dello schiavo Davo, il personaggio di Oreste che anche nel film viene ritratto in età giovanile come discepolo di Ipazia, viene sviluppato fortemente influenzato da Ipazia, traendo spunto da un aspetto raccontato da alcuni filosofi come Socrate Scolastico, ovvero l'influenza determinante che Ipazia aveva su Oreste anche in relazione al conflitto politico tra questi e il Vescovo Cirillo, che è l'altro personaggio di primo piano del film.
Anzi la realtà storica narra che sia stato proprio questo il motivo per cui alcuni gruppi di Cristiani l'abbiano assassinata: il sospetto dei Cristiani che questa, in virtù dei buoni rapporti con Oreste, prefetto di Alessandria, lo incitasse a non riconciliarsi con il Vescovo d'Alessandria Cirillo con cui da tempo era in conflitto per ragioni politiche e di predominio più materiale che spirituale: come si vede anche a quei tempi i conflitti politici venivano occultati dietro a motivi religiosi.
Nel film anche la morte di Ipazia risulta più romanzata, in quanto è Davo che la uccide soffocandola, per evitare che la uccidano, lapidandola, i parabolani, indotti a tale gesto dalle parole di Cirilo, Vescovo di Alessandria, che richiamando alcuni passi della Bibbia, accusò di stregoneria ed empietà Ipazia
Ciò premesso quello che interessa ed è stato da stimolo per scrivere questo post è il tema trattato dal film, ovvero la libertà di pensiero in contrapposizione con l'intolleranza  il fanatismo dogmatico religioso.
Già pensare che gruppi delle prime Comunità Cristiane e un Vescovo, poi proclamato Dottore della Chiesa, abbiano prospettato ed eseguito un assassinio, ci appare una realtà tanto lontana e diversa da quella che la Chiesa Cattolica ci ha tramandato ed evidenzia un azione che appare del tutto aliena agli insegnamenti del Cristo, tanto da far pensare che gli autori non potessero chiamarsi Cristiani.
Quando pensiamo alle prime realtà e comunità cristiane ci vengono in mente le persecuzioni da esse subite e i primi martiri della Chiesa: qui invece ci imbattiamo in un martire del libero pensiero scientifico-religioso, uccisa da Cristiani
E' proprio questo invece, il messaggio che il film trasmette: il fanatismo religioso di alcuni dottori della Chiesa come Cirillo e l'intolleranza e la repressione del libero pensiero classico in contrasto con i dogmi della fede Cristiana. Neppure è necessario sottolineare come potesse essere vista, a quei tempi, una donna come Ipazia, che può insegnare e indagare i fenomeni della realtà con un approccio di tipo scientifico. Si pensi poi che si trattava di una gnostica, fautrice del libero pensiero e della ricerca della verità scientifica, non disposta ad accettare alcun dogma.
Va evidenziato che uno degli oggetti della sua ricerca era la dimostrazione del sistema eliocentrico e del tipo di orbita terrestre attorno al sole, in contrapposizione al pensiero Tolemaico: aspetto ch'essa analizza nel '300 dopo Cristo e avversato dalla Chiesa Cattolica ancora mille anni dopo ... Galileo Docet!
Perchè il tema trattato mi appare anche oggi attuale?
Senza voler trattare della questione del rapporto diretto Uomo-Dio senza interposizione, del  concetto di Cristianesimo e del ruolo della Chiesa Cattolica, mi interessa la questione del fanatismo.
Ai nostri quando pensiamo al fanatismo religioso ci viene in mente l'Islam. Rivedendo la vicenda di Ipazia, ci accorgiamo come le basi della Chiesa Cattolica poggino su fanatismo e intolleranza espresso da alcune figure riconosciute come Padri della Chiesa, come appunto Cirillo d'Alessandria. Appare chiaro che già al tempo alcune fondamenta della Chiesa Cattolica, nulla avevano a che vedere con il reale e concreto messaggio di Gesù Cristo.
Non stupiamoci allora, se oggi assistiamo a scene di fanatismo le pensiamo folli, fuori da ogni realtà, non appartenenti alla nostra società, ma ad altre come quelle islamiche. In alcuni Paesi del mondo Arabo, accade quello che tanti anni fa è accaduto in Alessandria d'Egitto e che ha coinvolto Cristiani e poi, negli anni a seguire, in altre parti del mondo, la Chiesa Cattolica: oggi, come allora il nocciolo della questione è la copertura di aspetti di carattere politico con questioni religiose.
Oggi come allora lo strumento utilizzato è la repressione del libero pensiero, della ricerca della verità scientifica, cui viene contrapposto il dogma religioso.
Sono passati circa tre anni e non ce ne siamo accorti. A metà dell'inverno 2010 arrivarono nel "nostro mondo" notizie di proteste ed agitazioni in corso in diversi Paesi arabi, fatti e fenomeni quasi sconosciuti in quei Paesi, nei quali non era mai stato uso, né era costume che gruppi o addirittura masse di popolazione, arrivassero a manifestare in piazza. Vale a dire fenomeni che a noi paiono quasi banali, ma che, evidentemente, così non sono in altri Paesi e che per questo dovrebbero essere riconsiderati un bene prezioso, simbolo di democrazia.
Si giunse, alla fine dell'inverno e si parlò di "Primavera araba" quando già eravamo nel 2011 e le manifestazioni ormai coinvolgevano vari Paesi, come Tunisia, Libia, Egitto e Siria, ma anche Marocco, Algeria, Bahrein, Yemen ed altri ancora:
- di alcuni di questi Paesi sappiamo come è poi finita; dove c'erano grandi interessi economici e il potere costituito non ha saputo gestirli più che le Comunità locali sono stati i Paesi "terzi" a generare il cambiamento: penso alla Libia (chissà cosa direbbe oggi "Bottino Al Tappone" Berlusconi (come lo chiama Grillo) di Gheddafi, che indicò come suo grande amico e che pochi mesi prima ospitò in Italia); penso alla Tunisia, il cui Presidente dopo 25 anni di potere, si è di fatto "esiliato" volontariamente.
- di altri non sappiamo più nulla;
- di altri aspettiamo di vedere ancora come andrà a finire tra cambi al potere e massacri di persone e penso all'Egitto, in cui Mubarak (il presunto zio di Ruby) non si è potuto salvare (magari come la nipote portato a casa di qualche conoscente dalla Minetti). Egitto ancora in bilico tra democrazia e pseudo dittatura e nel pieno di tensioni con tanto di massacri; penso alla Siria, in cui si lasciano morire centinaia di migliaia di persone, non riuscendo a superare "l'equilibrio e gli equilibrismi" tra Russia e Stati Uniti, anche se credo che accadrà quanto visto in Libia con tanto di intervento militare esterno. Penso ad altri Paesi come l'Algeria, Paese in cui nello stesso periodo 2010 si svilupparono le stesse forme di protesta degli altri Paese Arabi, ma delle quali non si è poi saputo molto, ma da cui, anzi, giungevano notizie tranquillizzanti di abrogazione dello stato di emergenza, ma che poi abbiamo visto dai recenti fatti che tanta normalità non vi è (piuttosto ci sono tanti gasdotti e tanto gas) o al Mali ed i recenti fatti e conflitti con la Francia (con sempre sullo sfondo questioni di risorse energetiche).
Chi di noi non ha avuto e non ha amici e conoscenti d'origine islamica. Io il primo lo conobbi nella metà anni '70 a Perugia, quando ancora erano una rarità. Si chiava Salem, era iracheno e fuggiva dal regime dello Scia' (anni dopo ci fu Saddam Hussein al suo posto). Da lui  ho imparato oltre ad alcuni termini e parole arabe, anche a contare in arabo, tanto che anche di recente ho stupito qualche "vu' compra" in spiaggia nel contrattare con pressi in arabo.
Chi di noi ha queste amicizie, sa che e non ci fossero questioni politiche o energetiche, non sarebbe la questione religiosa ad ostacolare il dialogo e non si creerebbero contrapposizioni e censure dogmatiche.
Eppure anche di recente abbiamo assistito ad accuse di Blasfemia rivolte ad una giovane araba affetta dalla sindrome di down, oppure al caso di una giovane Yemenita cui i talebani hanno cercato di togliere la vita, perchè voleva emanciparsi e dare l'esempio di emancipazione ad altre donne. Assistiamo a casi di intolleranza e uccisioni di comunità Cristiane in Paesi musulmani.
Ecco perchè il messaggio del film è attuale, proprio oggi che ricorre il 50° anno dalla manifestazione conosciuta come "marcia per il lavoro e la libertà", cui in Washington, il 28 agosto 1963 partecipò Martin Luther king, per protestare contro la posizione degli Stati del Sud, che si opponevano al provvedimento che Kennedy aveva presentato al Congresso per la pari dignità tra bianchi e neri d'America.
Le parole del discorso che tenno Martin Luther King rendono attuale il messaggio del file:

... . Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. ...
Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.
Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi ... .
Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.... negli alti Allegheny della Pennsylvania ... dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve ... dai dolci pendii della California ... dalla Stone Mountain della Georgia ... dalla Lookout Mountain del Tennessee ... da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.
E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".

Ecco quello che ogni fanatismo vuol reprimere la libertà, in qualunque forma si esprima, purchè non violenta e che non tolga la libertà al prossimo, affinchè si trasformi in dialogo ed uguaglianza. Molti, hanno smarrito, che siano Cristiani o no, il primo e forse più grande insegnamento di quel bambino nato più di 2000 anni fa a Betlemme; soprattutto è grave che l'abbiano dimenticato molti che portano al collo ed esibiscono, per il mondo, quel simbolo del sacrificio che 33 anni più tardi fece quell'uomo per dimostrare che la via è la tolleranza e l'amore per il prossimo in qualsiasi modo esso sia o si presenti.

mercoledì 17 aprile 2013

Il volo


Ho promesso ad un'amica che sarei tornato a scrivere un post.
Gliel'ho promesso, assieme al fatto che non avrei parlato di politica, ma di ben altri argomenti:
di amore, amicizia, fiducia tradita e legami tra persone e rispetto tra di esse.
Proprio oggi ho cominciato a sviluppare un post, iniziando a riflettere su ricordi dell'infanzia e sul legame tra fratelli e da lì, era mia intenzione cominciare a sviluppare uno di quei temi.
Non ho infranto la promessa, ma voglio avere più tempo per sviluppare quel post prmesso.
Così alla mia amica, mostro il fatto che in parte la promessa l'ho mantenuta e ricomincio a scrivere sul mio blog.
Per il momento chiedo, a chi ha piacere di seguirmi, di accontentarsi di un pensiero in versi, che una mattina di qualche giorno fa, nel dormiveglia, m'è venuto a trovare.

IL VOLO

C'è ancora corrente che mi spinge,
c'e' vento che mi porta avanti,
e seppur si avvicina il momento di atterrare, 
sai che non e' l'ora della tristezza
ma quella in cui comprendi
che valeva la pena di volare.

Il momento in cui mostri, con orgoglio,
le gemme trovate e gli ori battuti, giorno dopo giorno
mentre nascondi il piombo che hai usato,
il metallo che non hai mai forgiato,
cercando un alibi per ogni amarezza
nel fatto che non sempre la vita cortesia t'ha mostrato. 



martedì 8 gennaio 2013

Le promesse di Mari (o) Monti e il metodo scientifico


Dopo il post delle festività natalizie per strappare qualche sorriso (chi lo volesse leggere lo trova sotto o nella sezione autoironia caricaturale), torniamo ad argomenti aventi carattere meno umoristico, anche se non è detto strappino un sorriso, magari con retrogusto amaro.
Siamo in campagna elettorale e come si dice in questi casi, sono tutti pronti a prometterti mari e monti ... e con un gioco di parole, scusate, questa volta alcune liste ci promettono anche sostanzialmente Mari (o) Monti: ecco il motivo della prima parte del titolo, mentre la seconda riguarda l'essenza del post e citerò in questo caso addirittura Einstein.
Notizia di oggi: è stato trovato l'accordo per le prossime elezioni politiche tra Lega Nord e Berlusconi con il "suo"PDL, ed è stato trovato nella notte ... e ti pareva dovevamo immaginarlo, se non saperlo, che Berlusconi lavora molto la notte ...  ed è anche per questo che inviterei molti italiani a cambiare stile di vita ed imporsi maggiori veglie, oltre quella di capodanno, perché occorre cercare di non dormire o dormire meno la notte, visto che con certi personaggi, risvegliandoci al mattino rischiamo di trovare chissà cosa.

Ma veniamo al punto, ovvero le dichiarazioni di Berlusconi sull'accordo raggiunto:
- siamo d'accordo con la Lega di non indicare da subito, prima delle elezioni, chi sarà il Presidente del Consiglio che indicheremo al Capo dello Stato. Scopriamo così l'amnesia sul passato o il cambio di idea repentino rispetto al passato (anche recente), in cui il PDL e la Lega Nord (un pò meno) elogiavano il bipartitismo e l'indicazione agli elettori, prima del voto, di chi sarebbe stato il candidato a guidare il Governo del Paese;

- va poi considerato, dice Berlusconi, che il Presidente del Consiglio in Italia non ha poteri reali, ma di fatto solo quello di convocare il Consiglio dei Ministri ( ??? si si legga meglio la Costituzione), il che equivarrebbe a dire che lui, in questi anni di Governo, non ha contato molto o forse nulla ... così si è creato anche l'alibi.

La verità è che oggi fa comodo dire diversamente e dire questo, perchè la lega per sottoscrivere detto accordo elettorale ha richiesto che il prossimo Presidente del Consiglio non sia Berlusconi. Ma la vera notizia è che, per la carica di Presidente del Consiglio, pare che:

- Berlusconi voglia indicare  Angelino Alfano, cioè indica di fatto se stesso, visto quello che è successo con le primarie del PDL e le dichiarazioni di Alfano "primarie sì, primarie forse, primarie no perché Berlusconi è il detentore del titolo e deve essere lui sfidato dai pretendenti al titolo", insomma un'idea diversa a seconda di quella che era la volontà quotidiana di Berlusconi (Muppet show);

- Maroni voglia indicare Tremonti come Presidente del Consiglio e Berlusconi come Ministro dell'Economia, cioè ordini invertiti rispetto al Governo Berlusconi ... e per la matematica il risultato è segnato (cioè per la proprietà commutativa della moltiplicazione, invertendo i fattori ci aspettiamo che il risultato non cambia ... e allora altro possibile default e ritorno di un Monti o simil Governo tecnico!??!)

Intanto le liste proliferano (Fratelli d'Italia di La Russa & co., la lista di Ingroia, etc. etc.);
ci sono poi la "novità" di Monti, che promette una continuità "discontinua" rispetto al suo Governo (vari suoi Ministri non si sono candidati) e il PD che dopo le timide Primarie, si trova ora a dover governare le battaglie interne per formare le liste, con Segretari regionali che si sono dimessi dopo aver ottenuto risultati che non gli permettono di essere inseriti nelle liste elettorali (e che per questo cercano di trovar posto con "manovre" di partito), oppure con candidati che non hanno ottenuto la possibilità di essere nelle liste per una manciata di voti e che promettono ricorsi, per completare, poi, con la questione "derogati" (non esodati che di quelli già non importa niente più a nessuno).

Insomma è difficile dire cosa aspettarsi e risulta molto chiaro che il cambiamento è scarso, l'invito rivolto agli elettorali è invece quello di ricercare il nuovo e appoggiarlo, perché ... è qui l'essenza del post e la seconda parte del titolo ... come disse Einsten: "Follia è fare sempre la stessa cosa, aspettandosi risultati diversi".
Peraltro, vicenda di questi giorni, abbiamo un esempio che ha coinvolto e su cui protagonista è la politica di cui oggi ancora vediamo i risultati: la questione Alitalia.
La storia è lunga ma per sintesi, si può così rappresentare:
La nuova Alitalia nasce, nel dicembre 2008, di fatto, sotto il Governo Berlusconi (al grido patriottico "Alitalia resti italiana").
La nascita avviene in virtù dell'acquisizione di alcune attività (quelle con risultati economico-finanziari positivi perché la parte di "assets" negativi se l'è sobbacarcata la collettività cioè noi), da parte della CAI (Compagnia Aerea Italiana spa), che acquista anche le società Air One, AIR One CityLiner da parte della AP Holding.
La CAI in particolare è stata fondata con un vincolo sociale che impegna i soci a restare nel capitale (cioè non cedere le quote) sino al 2013 ... ecco l'attualità del momento, perché tra poco (settimana/e) il vincolo viene meno. 
Da dire che dietro alle fila di tutta l'operazione c'è stato l'istituto di credito Intesa-San Paolo e qui leggi Passera, cioè colui che nel 2012 sarebbe poi divenuto Ministro per le attività produttive del Governo Monti). 
Tanto per completezza, il Governo Prodi, a fronte dello stato di crisi e dell'Amministrazione controllata cui Alitalia era sottoposta, aveva invece optato in precedenza (e così intendeva concludere l'operazione), per la cessione ad AIR FRANCE-KLM e da qui le polemiche tra Governo Prodi e il centro-sinistra da un alto e il Governo Berlusconi e il centro destra dall'altro. La questione AIR FRANCE-KLM è importante anche per quello che scriverò tra breve.
Accade poi, che nel 2009 AIR FRANCE- KLM acquista il 25% del capitale della compagnia e viene fissato nell'ambito dell'operazione, come detto, un vincolo per cui nell'arco di 4 anni i soci italiani potranno vendere azioni solo ad altri soci italiani che avranno diritto di prelazione.
Oggi cosa veniamo a sapere ? che ad una settimana dalla scadenza del vincolo, AIR FRANCE-KLM pare stia trattando l'acquisto di Alitalia, cioè si realizzerebbe quello che voleva il Governo Prodi, solo che nel frattempo la collettività si è sobbarcata la parte negativa della vecchia Alitalia, la CAI e i soci italiani hanno fatto, la loro attività finanziaria e non pare quella imprenditoriale, incassando oggi quanto il mercato offrirà per liberarli dal "peso" del possesso delle azioni Alitalia.
La questione è infatti che, dopo questi anni e a seguito di tutta l'operazione CAI, pare che Alitalaia sia ancora nei guai (aumento crescente dell'indebitamento finanziario netto e rischio fallimento). Insomma l'attività imprenditoriale dei soci italiani non avrebbe dato frutti o, perlomeno, non si capisce quali sono stati i risultati positivi dell'operazione. Si arriverebbe quindi, o ad una "razionalizzazione" (brutto termine in questi tempi specie in tema di occupazione) o ad una cessione ad AIR FRANCE-KLM a prezzi inferiori a quanto la stessa aveva offerto ... sarebbe proprio una bella operazione quella fatta dalla politica e Finanza italiana a spese anche dei cittadini.
Berlusconi tra l'altro dichiara che rifarebbe la stessa scelta perché l'Italia deve avere una propria compagnia aerea (magari come si disse al tempo, perché non la compra lui ?!);
Monti, invece è più criptico e afferma che "non ci sono posizioni astratte e dogmatiche, si tratta di vedere cosa ha senso industrialmente per l'Italia", detto da lui, fervente cattolico, che non ci sono dogmi è un bel dire.
Tanto per aggiungere un elemento al quadro, uno dei protagonisti dell'operazione, è Roberto Colaninno, curriculum: Ragioniere, però Cavaliere (anche lui) del lavoro dal 2000, nel 2001 insignito della laurea Honoris causa in Economia e Commercio (mica è andato in Albania come il Trota), amministratore della Olivetti ai tempi di De Benedetti, conosciuto da molti ai tempi dei governi D'Alema per vicende quali l'OPA su Telecom. A livello più privato e familiare ricordiamo che è padre di Matteo Colaninno, deputato da pochi anni del PD (oltre che Vice Presidente della Piaggio, società di proprietà del padre e amministratore anche della IMMSI finanziaria sempre di famiglia).

Insomma, l'operazione Alitalia è un bel esempio di politica e finanza (diciamo vabbè anche di impresa) made in Italy, in cui sono coinvolti molti soggetti e non mancano le diverse parti politiche "tradizionali" destra, centro e sinistra ... insomma fra proprietà commutative e frasi di Einstein, ricordiamoci che in molti campi della vita, anche in quelli dove pare regnare la soggettività, la teoria scientifica è sempre applicabile e dovremmo ricordarcene noi elettori, ovvero come disse Einstein "Follia è fare sempre la stessa cosa, aspettandosi risultati diversi".
E' da poco passato Natale e proprio in questi giorni ho letto una notizia (offro il link) secondo cui il 2013 sarà l'anno delle comete: una di queste passerà vicino alla terra e sarà più luminosa della luna ... speriamo che ciò voglia dire che nel 2013 nascerà il salvatore anche in campo politico, che faccia un po' di chiarezza a fronte dei numerosi farisei presenti.

giovedì 3 gennaio 2013

La guerra dei sessi

Non c'è niente da fare, la lotta è impari: ogni volta che un uomo e una donna discutono e si confrontano sugli errori commessi e le mancanze dimostrate da ciascuno di loro, ne esce sempre vincente la donna.
Questo non perchè commetta meno errori od abbia meno mancanze, ma solo perchè si ricorda tutti quelli commessi dall'uomo, mentre, questi, fatica a ricordarsi anche solo il colore del vestito che ieri indossava la sua compagna, figuriamoci gli errori e le mancanze, risalenti anche appena, appena a due giorni prima.
Se volessimo buttarla sull'evangelico, potremmo dire che il lato maschile del mondo è molto più vicino alla vera essenza del credo cristiano: il perdono. Se però, guardiamo in faccia alla realtà e, magari, la poniamo in versione hi-tech, la verità è che le donne hanno più gigabyte, o, forse, un più efficiente programma di zippaggio, o, in verità celano un'unità esterna in qualche posto dove noi uomini non abbiamo ancora messo le mani e cercato.
Noi uomini, al massimo ci ricordiamo della volta in cui hanno cucinato sciapo e, se proprio siamo bravi ricordiamo anche l'altra volta, in cui per paura di cucinare di nuovo insipido, hanno messo troppo sale.
Loro no,  le donne ricordano tutto:
- la volta in cui abbiamo fatto la lavatrice, che Lei non c'era, solo per stupirla al suo ritorno, dopo una settimana, con effetti speciali e farle vedere quanto siamo autonomi ... peccato che non ci siamo ricordati di averla fatta e, quando lei è tornata, alla fine della settimana, se n'è accorta da sola, perchè ha aperto la lavatrice e l'effetto speciale era di tipo olfattivo con sentore di muffa che sovrastava tutta l'acqua di colonia in cui c'eravamo immersi per accoglierla a braccia aperte;
- la volta in cui, lei sempre assente (per due settimane stavolta), abbiamo tenuto in ordine tutta la casa, compresi i bagni perfettamente puliti, con tanto di cambio dei rotoli di carta igienica ... solo che quelli ormai finiti erano in fila tutti come soldatini sul bordo della vasca;
- la volta in cui, per farla felice abbiamo rassettato casa (stavolta solo perchè mentre eravamo in ferie e lei  quel giorno lavorava, volevamo farle una sorpresa, al suo ritorno la sera) ... abbiamo persino rifatto il letto ... solo che il piumone era sotto le lenzuola e le federe dei cuscini erano ancora appese in terrazza, ormai inumidite dalla nebbia di fine novembre;
- la volta, in cui (lo stesso giorno delle ferie per la solita sorpresa) gli abbiamo fatto trovare la cena pronta ... solo che se n'è accorta prima di vedere il tavolo imbandito e infiocchettato, perchè il pavimento, per l'olio di frittura, era come la pista su ghiaccio delle olimpiadi di Monteral e le pareti della cucina, prima bianche, grazie alla passata di pomodoro che aveva ben sobbollito, avevano ora lo stesso manto a pois della Pimpa o, per gli amanti del ciclismo, della maglia per il miglior scalatore del Tour de France;
- la volta in cui ci siamo persi nel nostro "fai da te" ed abbiamo voluto verniciare la ringhiera del giardino. L'avevamo appena finita di passare con la vernice arancio antiruggine (una giornata intera dopo la scartavetrata) e lei di ritorno a casa ti dice "ma non dovevi farla bianca ? dici sempre una cosa e poi ne fai un'altra" e tu non replichi, anche perché lei aggiunge "e poi non t'è venuta bene, si vede ancora il nero sotto". Ma tu taci, sai già che la vittoria richiede pazienza e la vendetta va servita fredda: c'è il domani in cui vernicerai la ringhiera ... anzi imbiancherai anche la cucina. Ma il domani arriva e, come scrisse il Leopardi è sempre meglio il dì prima della festa, specie se il domani che pensavi di festa non lo è. Così la sera dopo lei torna e tu hai dipinto la ringhiera di bianco ... ma lei ci passa davanti e non ti da soddisfazione, entra in casa e scopre l'imbiancatura ... tu fuori ti aspetti un'esclamazione di sorpresa, lei che corre fuori e ti dice "Amore, che sorpresa" e, invece, senti un grido, lei esce fuori e dice "ma che hai fatto, vieni a vedere". Tu entri in casa e lei è lì che punta il dito verso il pavimento ad indicare una macchiolina bianca, stile zampa di formica albina, che tu appena, appena neppure riesci a vedere, ti abbassi per osservarla, ti rialzi, ti giri per dirle "...", ma lei già non c'è più, finita in bagno a struccarsi.
- la volta in cui ... quella che non mi ricordo più, ma se volete chiedo a mia moglie, che mi fornisce  almeno altri tre punti per proseguire l'elenco.

Non c'è salvezza, non c'è gloria, neppure quando si parla di strategia e di conduzione del dialogo sugli argomenti voluti. L'uomo quando vuol parlare di qualcosa, ritorna all'interpretazione da cinema muto. Una cappa di silenzio, che in estate senti frinire i grilli e in inverno l'ululare del vento. L'uomo così aspetta il momento buono, per parlarle di quell'argomento scomodo, che lei non vorrebbe sentire (la cena o il week-end con gli amici, l'uscita domenicale con gli stessi amici, la partita di calcio la vigilia di natale con i medesimi, etc. etc.). Ma così il momento buono non arriva mai, perchè lei già sa il significato di quel silenzio e, lei non è il Tenente Drogo de "il deserto dei Tartari" e non aspetta, quindi, nella fortezza, l'arrivo dei nemici, ma gli va incontro. Così rompe quel silenzio solo per dirti "non ci pensare neppure, no (no alla cena, no al week-end, no all'uscita domenicale, no alla partita di calcio, no all'etc., etc.)".
Lei, invece, quando vuole parlarti di qualcosa non fa come te, uomo, ma usa vere e proprie tecniche di distrazione con cui inizia la strategia vincente nella guerra dei sessi. Tu entri in casa ... silenzio ... così tanto silenzio, che senti il cigolare della porta, seguito dallo scricchiolio della suola delle tue scarpe. Sei ancora a pochi passi dalla porta e dopo aver messo le pantofole, proprio mentre metti il soprabito sull'appendiabiti, senti alle tue spalle una presenza, un alito (non divino e neppure di vino perchè lei non beve), uno spostamento d'aria pari a quello di una farfalla che vola su di un altro fiore ... un brivido corre lungo la tua schiena, con la stessa intensità di quando hai visto la scena della doccia in "shining"... ti giri e lei e' li' ... immobile che ti guarda, sbarrandoti la strada ... sei perduto. Preferiresti, pur sapendo di non essere Edipo, trovarti di fronte la Sfinge di Tebe pronta a porti il suo enigma ... ma non è così, di fronte hai la tua dolce metà.
Comincia, così, la prima mossa della strategia di una battaglia che neppure Napoleone, Rommel o un qualsiasi altro grande stratega della storia, saprebbe meglio condurre.
La prima mossa della donna, per distrarre l'attenzione dell'uomo senza troppa fatica, inizia con il racconto della sua giornata, che siccome è pressoché lo stesso da sempre, crea nell'uomo un effetto soporifero e tranquillizzante, abbassando repentinamente le sue difese:
- si parte raccontando la corsa che ha fatto per portare a scuola "tua" figlia e arrivare, comunque, in tempo al lavoro ... Così già sai che per tutta la prossima settimana sarai tu a portare a scuola "sua" figlia e non riuscire, però, ad arrivare in orario al lavoro ... e lei ti dirà che non ti sai organizzare!
- si passa, poi, al racconto della giornata di lavoro e delle angherie del capo ... che è uomo e quindi tu non puoi solidarizzare con lui, altrimenti, rischieresti di generare l'effetto specchio e lei in te vedrebbe lui e dovresti subire, oltre che sobbarcarti il racconto, anche le invettive che lei non ha potuto lanciargli contro, perché "responsabilmente" deve sopportare, perchè non può rischiare di perdere il lavoro ... mica come te che, quando subisci il tuo capo donna, torni a casa, addirittura, raccontando di esserti opposto a certe decisioni ... lei sì che solidarizza e l'effetto specchio funziona, in quel caso, che ti becchi anche le stesse repliche, censure e privazioni che il capo donna ti ha comminato la mattina appena trascorsa;
- per finire lei ti racconta qualsiasi altra parte della giornata a fantasia, qualsiasi dopo lavoro va bene, la spesa, il traffico, i vicini di casa ... e tu, appunto, pensi di sapere che lei ha finito, ma è lì che inizia la seconda mossa.
Vedi che lei e' ancora li', che ti sbarra la strada e per l'ennesima volta ti domandi il perché, il motivo ... e per  la stessa ennesima volta non lo trovi ... ma ancora hai quegli occhi puntati addosso e l'espressione neutra e immobile del suo viso, che scatena in te l'avvio dell'auto-esame di coscienza del genere pre-confessione di tutti i tuoi peccati nel giorno del giudizio universale, che non avvieresti neppure durante la quaresima più lunga, o che neppure l'esorcista più scaltro saprebbero generare nella tua coscienza di peccatore.
Quel viso impassibile scatena la regressione psicoanalitica, nella maniera più rapida possibile, che torni bambino in ancora meno tempo di quello che avresti impiegato a sdraiarti sul lettino dello psicologo: così ti rivedi in braccio a tua madre, mentre al parco incontra la sua migliore amica, che tiene in braccio sua figlia, tua coetanea, la quale, senza ancora saper parlare (almeno in questo a un anno di età tu e lei siete alla pari) ti comunica:"ancora una volta te la sei fatta addosso"; così tu cerchi per terra una cacchetta di cane per risponderle in "Wii-fi" che e' quella là l'origine dell'odore ... ma è proprio allora che senti tua madre (che ahimè sa parlare anche troppo), dire: "beata te, che le hai già tolto il pannolino. Io ci ho già provato mille volte ma non c'e' modo; questo qua se la fa ancora addosso".
E' così che, in quell'istante, alzando lo sguardo, vedi il sorrisetto divertito della bimba tua coetanea; ed e' li che ogni uomo sogna e spera di incontrarla di nuovo trascorsi vent' anni, solo per abbassare i pantaloni e fargli vedere di aver tolto il pannolino, calando così l'asso che a quell'età hai, al posto del pannolino suddetto e poter vedere che il suo sorrisetto ironico, ha lasciato il posto ad una bocca mezza spalancata per la sorpresa ... purtroppo anche questo sogno per qualche uomo non si realizza e, incontrata dopo venti anni la coetanea del tempo, avrebbero voluto avere ancora il pannolino, piuttosto di dover calare pantaloni e mutande e scoprire che, al posto del sorrisetto ironico della coetanea, c'e un risata a trentadue denti.
Tornando a noi e alla strategia bellica, a quel punto, mentre la regressione prosegue, lei la interrompe, d'improvviso, pronunciando una semplice frase "vabbè mangiamo" ... si sa alla parola mangiare l'uomo abbassa anche l'ultimo livello di difesa e così, tu vai avanti per guadagnare quel minimo spiraglio che lei ha lasciato aperto sul tuo cammino e ti avvii verso il divano per attendere che lei imbandisca la tavola, mentre tu possa guardare il TG sport. Anzi, sei quasi arrivato e hai già piegato le ginocchia, avverti la pelle morbida delle tue dita sfiorare il telecomando, quando senti, invece, le sue ruvide parole: "ecco anche stavolta non te ne sei accorto".
D'improvviso capisci il motivo, che per l'ennesima volta t'era sfuggito, il significato del suo comparire silenzioso alle tue spalle, l'enigma della Sfinge che t'ha sbarrato la via ... comprendi tutte le mosse strategiche della tua donna, il percorso che ti ha portato a perdere la battaglia ... e pensi " 'zzo i capelli !!! " .
Allora li guardi, capelli castano scuro, con quella, che le donne chiamano sfumatura rosso mogano (ma per tutti gli uomini il mogano resta solo un legno pregiato di colore marrone più che rosso), frammista ad un colorino prugna, che (non sai se per l'irritazione del non aver notato il particolare o proprio per il colore) ti fa dimenticare il senso di stitichezza che ti affligge, in un modo che neppure i fans del bifidus dell'Actvivia possono immaginare.
Cerchi, allora, di ribaltare la sorte del conflitto, tentando con il lato romantico, così dici, con lo stile antiquato e fuori tempo stile Via col vento "cara non mi sono accorto dei capelli, perché pensavo fosse il riflesso di questo tramonto che colora i tuoi occhi di uno splendore che mi affascina ancora come il primo giorno, non avevo notato che avevi cambiato colore" ... e così si compie la tragedia, perchè lei ti dice "non è il colore dei capelli", che in effetti è lo stesso da mesi se non da anni, "ma il taglio".
Comprendi così che i capelli li hai guardati, ma non li hai visti (e cioè che non sei un Avatar o un indigeno di Pandora); proprio allora, acquisti piena consapevolezza che non puoi replicare; vorresti dire che pensavi che i capelli fossero legati, ma ti accorgi che mancano all'appello, almeno 10-15 centimetri e la diresti troppo grossa.
Del resto, lei già se ne andata e tu non hai altra via di uscita, che ricordarti, come ogni uomo, di quella parola che aveva pronunciato lei prima: "mangiamo". Così che, sapendo con certezza che in frigo sono finiti sia gli affettati che i formaggi, ti butti e le dici: "stasera ti cucino una cenetta da ricordare", senza accertarti di cosa ci sia però in frigo.
Solo allora entri in contatto empatico con tutto l'universo e comprendi il mistero della creazione, perché afferri la realtà ultima e vera: lei è già in camera che ascolta, con lo stesso sorrisetto di quella famosa coetanea, perchè sa che per stasera s'è risparmiata di pensare cosa cucinare e di certo, pure il lavaggio dei piatti.

martedì 1 gennaio 2013

Scintille nel buio

Ormai una tradizione, quella di scrivere un post ad inizio anno e dedicarlo a tutti Voi, che frequentate questo blog. I precedenti post, scritti nei precedenti inizi di anno sono così conservati in un'unica "etichetta" chiamata proprio "inizio anno", e lì resteranno a segnare il rapporto tra Voi e me, distinti da tutti gli altri, quando questo blog sarà un insieme di tantissimi post (così almeno mi auguro).
Scrivo a Voi e scrivo di Voi che leggete questo blog, Voi che in questo modo mi siete amici, perché in questo modo seguite i miei passi in questo viaggio, che è la vita, che ogni giorno ci trasforma. In questo siete amici sempre presenti, se è vero, come scrisse Nietzsche, che "quando ci trasformiamo profondamente, gli amici che non sono cambiati diventano fantasmi del nostro passato: la loro voce ci risuona come da ombre e ci fa rabbrividire, come se sentissimo noi stessi, ma più giovani, più duri, più immaturi".
Voi amici, che dopo aver letto, magari commentate, anche se con una critica, ma che sia la Vostra idea, perché come disse George Bernard Show "se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce la scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io un'idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee".
Voi che continuate a leggere, anche se non sempre condividete od apprezzate ciò che scrivo, perché amici siete in questo, perché amico è uno che sa tutto di te ed a cui piaci lo stesso. 
E' questa una ricchezza: mi basta sapere che esistete, perché ciò mi incoraggia a proseguire nella vita,  sapere di trovare le Vostre impronte, accanto alle mie, in questo cammino.
Molti non immaginano quello che per essi provo, una forma di affetto, che non so se possa chiamarsi anche amore, ma se amore è gioia e voglia di condividere, allora così posso anche chiamarlo. Non sanno molti che, quando vivo un momento di gioia, quando mi trovo in un posto magnifico, provo tristezza e malinconia, perché vorrei condividerlo con loro ed a volte questo blog, con i suoi post, mi da questa gioia, questa possibilità. 
Quando vi penso, mi sovviene l'immagine di un fuoco, in una notte buia d'inverno, in cui le fiamme sono così unite e potenti, ma da cui con il passare del tempo scaturiscono mille scintille che sfilano via nel cielo più freddo, ma che si cercano per farsi calore e luce: così io mi e Vi penso.
Questo post, vorrebbe essere (e lo spero lo sia) un elogio dell'amicizia, sapendo quanto complesso e difficile sia esibirla e conservarla, perché vero è quanto affermato sempre da Nietzsche, cioè che "la condivisione di una gioia, non la partecipazione al dolore, fa di un uomo un vero amico", che equivale la frase di Carlo Dossi "il falso amico è come l'ombra che ci segue finchè dura il sole". E questo il motivo per cui come ha scritto Eschilo "la cosa peggiore per i potenti è che non possono fidarsi degli amici" (o meglio veri amici non hanno).
Ogni anno che passa spero di non aver trascurato questi veri amici, di averli conservati, pur non avendoli potuti vedere, frequentare, nell'auspicio che questo blog abbia comunque, avuto l'effetto (magico) di averci tenuto legati. Spero così di averli conservati, perché come ha scritto qualcuno di cui non ricordo il nome "non bisogna aver fretta di fare nuovi amici, nè di lasciare quelli che abbiamo.
Anche non potendo frequentare tutti voi, so, come scrisse Goethe che "vivere con qualcuno o vivere in qualcuno fa grande differenza. Vi sono individui nei quali si può vivere, senza vivere con essi, e viceversa. Riunire le due cose è dato solo all'amore e all'amicizia più pura".
Che sia profondamente solo chi non ha amici, amici sinceri, cioè pronti a gioire nelle gioie e non solo a compatirti nel dolore, ad esserti vicini nella gioia e non sputare sentenze quando non c'è speranza, ce lo testimonia un grande poeta come Jim Morrison che disse "il mio migliore amico è lo specchio, perché quando piango non ride mai".
Vi scrivo questo post e Ve lo dedico, perchè so della Vostra amicizia e dell'importanza che ha per me, con l'auspicio che non mi abbandoniate, perché tutti noi "alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici" come disse Martin Luther King.
Così iniziamo, anche quest'anno assieme, con questo post d'augurio, ma non di auguri formali e tradizionali, che auspichino il realizzarsi dei nostri desideri, perché spesso desideriamo quello che non ci serve e che invece crediamo necessario.
Una frase di Erich Fromm per rendere più esplicito il concetto: "non pensare a ciò che può portarti l'avvenire, ma sforzati di essere interiormente calmo e sereno, poiché non da come si forma il tuo destino, ma dal modo in cui ti comporti dinanzi a esso dipende la felicità della tua vita".
Si possono in proposito citare varie frasi del Dalai Lama, come "tutti parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all'esterno se si coltivano nel proprio animo la collera o l'odio", e corollario "invece  di essere infelici e colmi d'odio, dovremmo gioire del successo degli altri".
Perché è innegabile che tutti noi, in qualunque parte del mondo incontriamo l'altro, scopriamo inequivocabilmente quanto l'altro sia uguale a noi perché, come noi, ricerca la felicità e rifugge la sofferenza. 
Cito allora John Lennon per dire che di questa "comunanza" non tutti sono consapevoli  "quando andai a scuola, mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi - felice - . Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita".
Il progresso ha generato benessere, ma non ci ha dato l'"automatica" possibilità di conservare e preservare i nostri valori più profondi, che potremmo smarrire in qualunque istante, smarrendo noi stessi. Non ci ha dato la "naturale" capacità di trovare l'equilibrio tra benessere materiale e spirituale.
E, allora, se il significato della profezia dei Maya fosse diverso da quello che gli abbiamo attribuito ? se la fine dei tempi e del modo predetta, fosse la fine di quel tempo e di quel mondo che sino ad oggi abbiamo conosciuto e costruito, fatto di individualità e poca collettività, permeato di molti "io" e pochi "noi", di tanto "mio" e di briciole di "nostro"?
Credo che in molti saremmo lieti se questa fosse la vera profezia, se quel 21 dicembre 2012 abbia segnato la fine di quel mondo e, senza che noi possiamo ancora percepirlo, sia già iniziato un nuovo mondo, una nuova dimensione umana, in cui ogni singola anima, comprenderà che non si è nulla senza gli altri, che la causa di ogni solitudine è la ricerca del massimo di possesso materiale, il massimo del godimento e dello sfruttamento dei beni della natura, senza curarsi di ciò che resta agli altri, che con noi oggi sono e di quelli che domani saranno.
Saremmo sollevati in molti se sapessimo che ogni essere umano, da quel giorno, inconsapevolmente, ha iniziato un percorso che lo porterà a sapere che non si è eterni e che, di noi, negli altri e nel mondo, non resterà quello che abbiamo avuto, ma quello che siamo stati.
Se così fosse, vorrebbe dire che quel giorno è iniziata quell'era dell'acquario, che dovrebbe contraddistinguere questo millennio.
Il problema è come ricercare a felicità e dove. Si potrebbe allora citare François René De Chataubriand che disse "la vera felicità costa poco; se è cara, non è di buona qualità" (insomma un concetto contrario a quanto oggi molti credono). In altri termini, citando una frase che ho letto, non ricordando chi l'abbia scritta si potrebbe dire "non ci son chiavi per la felicità, la porta è sempre aperta".
Io, però, per tornare ai giorni nostri e su questioni di fondo, preferisco citare ancora il Dalai Lama "quello che mi sorprende degli uomini è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente ... vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto".
E' questa, forse, l'essenza di questo nuovo tempo e questo nuovo mondo, quello che auguro a me e Voi: la capacità di acquisire questa consapevolezza e diventare buoni marinai e ... lo giuro, ultima citazione per oggi, come affermò Lucio Anneo Seneca "non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare".

giovedì 27 dicembre 2012

Nuovo Cinema Paradiso e il mito dell'eterno ritorno


Più volte ho cercato di capire quale fosse il più bel film visto ed è sempre stato difficile esserne certo. Diverse "le pellicole" viste, vari i motivi per ritenere quel film o quell'altro il più bello tra quelli visti.
Ma proprio qualche giorno fa ho rivisto "Nuovo Cinema Paradiso".
Scrivo così dell'aneddoto di quando lo vidi per la prima volta, o meglio di quanto non lo vidi. Diciotto anni avevo e la proiezione era al cinema Lilli (solo chi è perugino da almeno venti anni lo ha frequentato): una sala cinematografica, combinazione vista la trama del film, che oggi non esiste più.
Mai, in quei giorni, avrei pensato di vedere proprio quel film in un cinema, che, di lì a qualche anno, non ci sarebbe più stato, venendosi a creare così, di fatto, un parallelo fra "realtà cinematografica" e "realtà di vita".
Ma non è solo questo il parallelo e qui, giungo al motivo per cui quel giorno il film non lo vidi. Avevo, appunto, diciotto anni, un'età in cui (forse solo ai miei tempi), ci si può innamorare, come lo si è fatto tante altre volte prima, ma per la prima volta, quella volta, si arriva a pensare o, chissà, percepire, che quella ragazza potrebbe essere la donna della propria vita. Un'età in cui si guarda indietro, ma si pensa in avanti; in cui si riflette sul futuro, immaginandolo come se fosse un presente in cui, noi, fantasticandoci ormai adulti, guardiamo al presente (che  invece in quel momento realmente viviamo), credendolo ormai il passato e lo ricordiamo con nostalgia, osservando il nostro "io" ragazzo pieno di speranze e sogni, ora che il nostro "io" adulto vive quella vita prima immaginata e già sa come è realmente andato quel futuro sognato. Insomma, un'età in cui i sogni si fondono con la realtà, facendoci immaginare la vita che sarà e che, puntualmente, è diversa da quella che, poi, oggi veramente stiamo vivendo.
Così, quel giorno, ero lì, al cinema, assieme a quella ragazza che, in quei giorni pensavo, sarebbe potuta essere la donna della mia vita e che, puntualmente, non è stata. E così non vidi granché del film, anzi ne vidi proprio poco, perché (forse solo ai miei tempi) al cinema si andava, anche per stare soli con la propria ragazza e ogni film poteva essere buono e, quel giorno a quell'ora, c'era "solo" quel film ... un film vincitore di  moltissimi premi e primo fra tutti l'oscar per il miglior film straniero ... beata e spensierata gioventù, che il Dio del cinematografo ci perdoni.
Solo qualche anno dopo, quando veramente vidi quel film compresi, cosa venne proiettato su quello schermo gigante, davanti a cui mi ero trovato, abbracciato a quella ragazza, oggi una donna, che non ho mai più rivisto, tornata, per quel che so, in Calabria. Quella donna che, forse, se leggesse queste righe, neppure saprebbe che sto scrivendo di lei ... chissà. Compresi, così qualche anno dopo, anche l'altro parallelo che quel giorno di anni prima stavo vivendo: un cinema più volte frequentato, che oggi non esiste più e una donna che in quei giorni era un grande amore, che non ho più rivisto ... certamente una realtà meno "cinematografica", ma si sa il cinema ha un potere magico superiore e la realtà pare più trita e povera, ma solo per chi non vive quelle vicende e non ne è protagonista.
Tante le chiavi di lettura che si possono dare a "Nuovo cinema Paradiso. Un film per chi non lo ha visto, che deve essere visto (questo un mio consiglio), pure nella sua lunga durata, ma che per questo va visto in silenzio, magari da soli, fino in fondo, immersi nei propri pensieri, nel proprio io profondo e con la certezza, che nel momento in cui apparirà la parola FINE, sarà sfuocata per colpa di qualche lacrima, che gonfierà i nostri occhi.
Una sceneggiatura, una storia che avrei voluto scrivere io, che avreste voluto scrivere voi, ma che per fortuna qualcuno ha scritto, Giuseppe Tornatore.
Di tutte le chiavi di lettura, mi piace ora pensare e riflettere sul concetto di eterno ritorno, il mito dell'eterno ritorno di Nietzsche. Un mito, appunto, perchè nega che la vita scompaia per sempre una volta vissuta e non ritorni; che qualsiasi avvenimento per quanto possa essere simile ad un altro già vissuto, non può essere un ritorno, perché qualcosa sarà cambiato, anche se si ripetesse all'infinito. In ogni momento che viviamo e che si è vissuto, ma anche in quelli che vivremo, c'è qualcosa di fugace ed effimero, che ci impedisce di condannarci se una scelta pare poi rivelarsi sbagliata, solo perchè non ha avuto le conseguenze volute e sperate. Quella scelta ci ha portato in un altra direzione, in cui abbiamo dovuto compiere, successivamente, un'altra scelta che stavolta ha dato i frutti cercati, ma che non avremmo potuto compiere se non avessimo prima fatto quella scelta che abbiamo giudicato sbagliata. Come si può giudicare una scelta se non sapremmo mai cosa sarebbe stato poi se avessimo scelto l'opposto: la vita non ritorna e le stesse scelte non si ripresentano una seconda volta e perciò si diventa innocenti nello scegliere, perchè prima di compierle non si sa, non si conosce. Senza il mito dell'eterno ritorno ogni scelta e ogni nostra azione perde la pesantezza della responsabilità, della necessità di ciò "che deve essere", per assumere la leggerezza della contingenza e di ciò che potrebbe essere, ma anche no.
La differenza sta nel pensare:
- che abbiamo, che portiamo, un destino, una missione e, così facendo, viaggiamo verso qualcosa che neppure conosciamo per non averlo mai vissuto prima (il matrimonio, la fama, la paternità, ecc.);
- che, invece, formiamo, creiamo, più o meno inconsciamente, un destino, vivendo con la consapevolezza che le nostre scelte non hanno pesantezza ed i fatti, le coincidenze della vita le accompagnano e le guidano in qualche modo.
Difficile diventa, però, affermare con sicurezza che la pesantezza sia una cosa giusta e la leggerezza sbagliata o l'esatto contrario. Ma, forse, e proprio questa domanda che non ha senso, perchè la vita non ritorna, ma va in avanti e solo avanti va.
Chi vedrà o ha visto il film, capirà così che non ha senso per Totò De Vita recriminare sul fatto di non aver visto quel foglio che Elena aveva lasciato nella stanza del proiettore, perchè il suo gesto iroso di averci appeso sopra un altro foglio, ha determinato la sua vita, senza però per questo aver compromesso la possibilità di rivedere Elena, anni dopo, e poter vivere quella notte di passione, che non aveva con lei mai vissuto prima e che, forse, non avrebbe vissuto se non si fossero mai persi di vista e magari si fossero sposati. Anche quello che pensiamo l'amore della nostra vita, non ha il carattere di pesantezza che gran parte della nostra società vuole attribuirgli, ma è qualcosa di più leggero, perchè non deve necessariamente essere. Il caso, la circostanza inaspettata ci parla e ci racconta molto più, perchè l'evento atteso, ciò che sapevamo doveva essere, in quanto tale, è muto e nulla ci racconta; per questo motivo la leggerezza, il non atteso, ci dona molto più: la capacità di riflettere, di meditare su un fatto che pensiamo "fortuito", sulle cosiddette coincidenze, permettendoci di vivere più intensamente "gli altri"e di non chiudersi nel proprio "io", alla perenne ricerca della costruzione del "nostro destino".
In un periodo storico, in cui ci hanno insegnato che si deve sapere cosa si vuole dalla propria vita, la negazione del mito dell'eterno ritorno e la certezza delle fugacità, dell'effimero, della linearità della vita, ci dona il sollievo della leggerezza delle scelte, perchè si vive una volta soltanto, e non potremmo confrontare il percorso che faremo con quello delle nostre vite precedenti, nè correggerlo in quelle future. 

domenica 23 dicembre 2012

Chi ha paura del lupo cattivo ? i tre porcellum


Chi tra di noi non ricorda la favola e la canzoncina "Chi ha paura del lupo cattivo ?". Anche in questo caso la si sente cantare, ma non sono i tre porcellini che la intonano, ma i tre porcellum. E si parla, quindi, di prossime elezioni e del porcellum con cui ancora voteremo, grazie al Parlamento che più fortemente di tutti ha, per tutta la legislatura, affermato di voler modificare questa legge "porcellum"  e, proprio, per questo non l'ha fatto:
perchè è un Parlamento che ha promesso di voler fare tante cose per il Paese, che poi non ha fatto; perchè è un Parlamento di nominati e che, quindi, ha fatto l'unica cosa che serviva solo a se stesso e non al Paese, cioè auto-rieleggersi ... o almeno tentare di farlo.
Sì, perché se avete notato in questi giorni c'è solo un lupo cattivo in giro, che tutti indicano con il dito, avvertendoci del pericolo: Beppe Grillo.
Le Parlamentarie non sono state una cosa democratica, l'accusa mossa al Movimento a 5 stelle; questo perché erano in rete e potevano votare solo gli iscritti, etc., etc. ... poi, per coerenza, chi accusa, cosa fa? 
- Bersani dice che farà le primarie dei candidati, insomma imita Grillo, ma non c'è ancora certezze sulle regole e sembrerebbe che possano votare solo gli iscritti, che si voti in due giorni a fine dicembre (magari il 25 e il 26 che so'), sicuramente si verserà un contributo e si parla di due euro ... insomma, criticano Grillo, ma almeno Grillo è servito a suscitare in loro un piccolo moto di orgoglio ...  e di novità. Ma piu' di tanto non ce la fanno ad innovare, troppo incrostati, perche' proprio sull'elemento novita' e rinnovamento si bloccano. Quando sembra che vada infatti, tutto bene... peccato, i vecchi vizi, non portano mai alla gioventù: infatti, sì alle primarie, ma con deroghe per alcuni che saranno comunque candidati a prescindere (e poi criticano Grillo!). Tra questi prescelti, alcuni nomi noti come la Bindi, ma anche Cesare Marini, nato nel 1938 (cioè di anni 72) che intervistato ha detto di volersi ricandidare, perchè dopo tanto tempo non può pensare di fare altro che non sia la politica ... come se la politica si facesse solo in Parlamento. Largo ai giovani, insomma!
- Berlusconi, che dichiara che non ricandiderà il 90% dei parlamentari eletti nella legislatura che sta per terminare, poi rettifica solo il 50% (forse per le elezioni scopriremo che non avrà ricandidato un 5% cioè quelli usciti dal PDL per propria volonta'). A conti fatti comunque, si può dire che almeno lui prova a intortarci, facendo il pappagallo con Grillo, che ha, lui sì invece, permesso a tutti gli iscritti di candidarsi e una volta eletti nelle Parlamentarie, di essere candidati per le elezioni politiche e diventare Deputati o Senatori. Assieme a Berlusconi cito la Lega (la strana coppia che scoppia) con lo stesso Calderoli che ha definito la sua legge elettorale un porcellum, ma che porta in discussione proposte di riforma che già sa che non verranno approvate ... così che si resti con il porcellum;
- Casini cui non va bene un premio di maggioranza, ma vuole il premietto, quello che va bene ai partiti più piccoli, perchè anche chi ha un 20% o più non possa ottenere un premio tale da fargli avere una maggioranza in Parlamento e preferisce una legge che non consenta di avere una maggioranza reale capace di sostenere un Governo, così che ci sia poi un Monti bis ... e non è un mistero che Casini vuole proprio questo.
Insomma ecco chi ha paura del lupo cattivo: i tre del "porcellum":
quei tre schieramenti politici che vogliono mantenersi, conservarsi e non vogliono il nuovo, specie quello che gli sottrarre voti o semplicemente ridurre l'astensionismo;
quelli che non vogliono che si candidino cittadini "non militanti di partito" e che intendono spendersi in prima persona e far spendere meno alla società (perchè almeno questo lo riconoscano, il Movimento 5 stelle rinunciando al finanziamento pubblico ed obbligando i propri candidati ad impegnarsi a restituire la quota dell'indennità parlamentare che supera i  5.000, ha già permesso un risparmio di risorse utilizzabili per cose concrete a favore dei cittadini se ben spesi);
quelli, che se ne fregano se non esiste più il nesso fondamentale tra cittadino-elettorale e la politica, ovvero lo scegliere la persona da delegare, preferendo la nomina di propri fidati che fanno ciò che gli viene chiesto da chi li ha nominati e non dai cittadini che li hanno eletto. Sarà così naturale che preferendo l'elezione con il porcellum, il Parlamento si possa trasformare in altro (e del resto il posto dove vivono i "porcellum" non si chiama Parlamento ma "Por...")
E ancora che chi si scandalizza per il "fuori dai coglioni" di Beppe Grillo in quanto ritenuto antidemocratico ... ma nel panorama politico italiano, cosa si vede di così tanto democratico. I partiti che abbiamo visto operare sino ad oggi, forse non dicono apertamente che ti mandano fuori dai coglioni, ma candidano chi vogliono e chi vuol stare dentro al partito stia, ma se mi sta sui cogl..., ce lo tengo, ma in ammollo.
Abbiamo poi chi come Berlusconi prima dice basta con Monti e di fatto lo induce lo stesso a dimettersi (ma non in Parlamento), subito dopo dice che se Monti riaggrega i moderati, siccome lo stima molto sta con lui ed infine, dice che fretta c'è di andare al voto (ed è lui che aveva accellerato con il basta Monti) solo perchè deve recuperare tutto il tempo che non è stato in televisione in quest'anno (Dio ce ne liberi di vederlo così tanto in Tv per tutto il tempo che ce l'abbiamo visto). E poi ditemi se Grillo non ci aveva visto lungo, quando già da anni lo ha definito lo "psico nano"
Insomma, un turbinio di contraddizioni, che giunge al culmine, con il "giallo" della ricandidatura di Monti, con la lista Monti o con un non so come chiamarlo. Insomma, tanti che, all'improvviso, stanno chiedendo un prossimo Governo Monti, ancor prima che si voti per il nuovo Parlamento.
Si assiste al ritorno di tanti e dei molti che tentano di salire sul carro, che pensano dei vincitori, per tornare in scena dopo aver detto che "io farò qui, io farò là, basta alla politica di Monti smentendo e contraddicendo le proprie dichiarazioni del giorno prima: Brunetta e Sacconi, che prima ne dicevano peste e corna ed ora sono con Monti, Pisanu che già da 40 anni è in Parlamento (cioè iniziava la carriera quando Nixon era Presidente degli Stati Uniti) e che parla di nuovo, Riccardi (Minisro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione), che oggi rilancia l'azione politica e parla di spirito del Monti bis anche senza Monti, ma che mesi fa affermava che finita l'esperienza di Governo sarebbe tornato alla sua attività di professore ... ma è facile capire che cosa si muova dietro le sue parole, visto che Riccardi è il fondatore delle Comunità di Sant'Egidio. Insomma in movimento c'è la vera e propria potenza della Chiesa Cattolica, ma quella parte più lontana da Comunione e Liberazione, che è stata più vicina al Centrodestra.
Insomma in tanti anno paura del lupo cattivo, perchè la loro azione politica in questi anni si è dimostrata una casa di paglia, le loro idee dimore di legno e oggi si accorgono di non saper costruire una casa di mattoni.
La verità è che il lupo è cattivo solo nelle favole e sappiamo quanto nella realtà sia stato proprio il lupo una vittima e una certa politica ci ha proprio fatto male.
Questa volta non credete alle favole, non crediate che sia il lupo il cattivo, guardate la realtà e non abbiate paura del nuovo, solo perchè vi dicono che non lo conoscete: conoscete il vecchio e penso sappiate giudicarlo.