sabato 21 dicembre 2013
Luci soffuse
Nei giorni di pioggia e di sole,
nel turbinar dei miei pensieri,
nel soffio delle tue parole, sogno
la parte di giorno, in cui si e' sinceri,
quando il sole si riposa
mentre il cielo si fa scuro
e sale, alta, la sua sposa.
Schiaccia l'ombra mia al muro
la luce tremula d'una candela
t'imprigiona nel mio cuore,
ch'ancora palpita ed anela
il tuo respiro, la voce dell'amore.
Come un limpido giorno,
dopo una forte nevicata,
come il ruscello ghiacciato
nel paesaggio che attende l'aprile,
ove non germoglian rimpianti,
ma l'abbandono di alibi e scuse,
mi porgi le tue labbra schiuse
gocce di brina sull'erba, diamanti,
col tuo sospiro che sa di antichi canti,
le stelle, la luna, le palpebre socchiuse
sulle nere tue pupille, luci soffuse.
venerdì 6 dicembre 2013
Libertà e Dignità
Vagando per la rete, molteplici e vari sono i commenti su Nelson Mandela e, altrettanto numerose le citazioni di sue frasi. Perfino la maestra elementare di mia figlia ha raccontato ai suoi allievi chi fosse quest'uomo e il loro compito per il week end e' quello di scriverci "un testo" ... in pratica il "cugino elementare " di un post.
Tutto questo perché oggi e' morto Nelson Mandela.
Il dubbio: che molto se ne parli oggi e che, poi, lo si dimentichi o quasi già domani;
la riflessione: perché la maestra e molti di noi non ne hanno parlato così tanto, anche quand'era in vita? Magari spiegando, già da allora, chi fosse quest'uomo, dicendo che soprattutto era un uomo libero, proprio e ancor più', nei momenti in cui era carcerato; in questo modo avremmo capito l'essenza della parola libertà.
Si', perché quest'uomo ci ha insegnato che prima di tutto la libertà, e' libertà di spirito, che conduce alla libertà di pensiero, da cui nasce la libertà di azione.
Avremmo, così, capito il concetto di libertà che possedeva quest'uomo, così tanto differente, da quello che ci hanno voluto propinare alcuni nostri concittadini, che ci hanno pure fondato un partito chiamandolo, ohibò, "delle libertà", ... all'interno del quale tanti, che vi hanno aderito, erano piu' prigionieri di un Mandela carcerato.
Ma del resto la differenza, e' dimostrata anche da una sola frase, quella che pronunciò Mandela a chi gli chiedeva, perché lui, ad ottant'anni, volesse abbandonare la politica; rispose che a quell'eta un uomo deve stare vicino ai propri nipoti (e aggiungerei io a quell'età si dovrebbe lasciare ai propri figli la responsabilità e l'onere di dirigere un Paese).
Ecco sta anche qui la differenza tra quest'uomo, rispetto al fondatore di quel partito italiano sopra citato, che alla stessa età non vuol lasciare mano neppure ai propri pro-nipoti non dico ai figli.
Se gli chiedete il perché vi dirà che lo fa per il bene comune, perché vuol costruire un futuro migliore ... e io credo che se lo sentisse Mandela, gli si dipingerebbe sul viso quel sorriso sardonico da uomo saggio (vedi foto), di chi ha conosciuto il mondo e gli uomini e che sa riconoscere quale sia la verità e quale la menzogna.
Del resto parliamo di un uomo che per la libertà dello spirito e, quindi, del pensiero e dell'azione, ha fatto 26 anni di prigione, in carceri che avrebbero fatto stracciare le vesti e strillare davvero "indulto, indulto", perché costruite per non permettere di uscirne vivo e semmai uscirne molto malconci. Insomma un uomo che non avrebbe mai strepitato se l'avessero condannato ai servizi sociali e avrebbe accettatola pena, come ha fatto, seppure si fosse ritenuto innocente e non avesse commesso alcun reato, ma agito giustamente per cause giuste. Ecco l'altra differenza il possedere la dignità.
Un uomo che quando diceva che "tutti possono migliorare a dispetto delle circostanze e raggiungere il successo se si dedicano con passione a ciò che fanno", non pensava, come altri, che il successo era il "fare soldi", il diventare famosi in TV. E infatti diceva anche "l'educazione è il grande motore dello sviluppo personale. E' grazie all'educazione che la figlia di un contadino può diventare medico e il figlio di un minatore il capo miniera o il bambino nato in una famiglia povera il presidente di una grande nazione". E quando si riferiva al presidente di una nazione pensava ad un compito per cui "i veri leader devono essere in grado di sacrificare tutto per il bene della loro gente".
Pensiamo alla nostra Italia, a chi ci dovrebbe dirigere e queste frasi suoneranno assurde, irreali, veramente come fossero cose aliene.
Perché ho voluto mettere in evidenza queste enormi differenze? per farci capire come quest'uomo appartenga quel genere di essere umani definibili giganti, a dispetto di quei tanti cui siamo abituati, che ancor più ci appaiono come nani ... e come disse Mandela: "se tu voli basso, non puoi servire bene il mondo".
mercoledì 27 novembre 2013
De-cadere da dove non si è non è fantascienza
Il motivo del titolo di questo post sarà presto spiegato.
Intanto sicuramente chi legge avrà capito che l'argomento è l'avvenuta decadenza da Senatore di Silvio Berlusconi.
Non mi aggrego né ai cori di entusiasmo, né alla parte che grida all'ingiustizia; anche di questo spiegherò il perché.
2013, ovvero vent'anni di Berlusconi e Berlusconismo. Chi oggi gioisce al giorno che ne decreta la fine o non capisce che così non è (o fa finta di farlo).
In ogni caso, ora la sinistra non avrà l'alibi di dover opporsi al Berlusconismo (ma in verrà dovrà ancora contrastare Berlusconi), e quindi, sarà chiamata ad occuparsi di fare, nel senso di realizzare politiche concrete e cambiamenti reali, in un paese che veramente decade.
La questione che pongo è un altra:
E' scienza o fantascienza la possibilità di poter de-cadere da un luogo in cui non si è ?
Berlusconi è riuscito anche in quest'impresa: infatti, tanti hanno gridato all'ingiustizia, lo stesso Berlusconi è anche oggi sceso in piazza … ma per protestare contro cosa ?
forse per reclamare il diritto di restare dove è cioè in Senato ?
Così non è:
infatti, la presenza al Senato di Berlusconi in numeri è stata la seguente:
- disegni di legge presentati: 0
- emendamenti presentati: 0
- ordini del giorno presentati: 0
- interrogazioni: 0
- interpellanze: 0
- risoluzioni: 0
- interventi in aula …. 1 (quello della comica, con cui, dopo che vari ministri del PDL avevano minacciato di dimettersi e Berlusconi aver dichiarato per giorni di sfiduciare il governo, coupé de theatre, ha dato la fiducia al Governo Letta)
- presenze al senato in percentuale: 0,01%.
Insomma un Berlusconi che compreso l'episodio di oggi è stato più presente in piazza (vedi manifestazioni inscenate) che nel Senato in cui doveva stare. il che è tutto dire... quando un leader politico è così presente in piazza non c'è da stare allegri.
Ma tutto ciò cosa vuol dire ?
1) sicuramente (la spiegazione del titolo) che Berlusconi è riuscito a provare che de-cadere da un luogo in cui non si è, non come si potrebbe pensare fantascienza, ma è possibile, cioè scientificamente dimostrato;
2) che è smentito dai fatti anche chi ha sempre negato che Berlusconi ha anteposto il proprio interesse a quello della collettività . Infatti, tutto l'accanimento di questi giorni, l'ostruzionismo di un partito, il blocco dei lavori parlamentari, è stato solo strumentale per cercar di permettere a Berlusconi di conservare non il posto in cui, di fatto, non è mai stato e di mantenere la carica senatore che, di fatto ,non ha mai esercitato .. ma solo il tentativo di preservare l'immunità del senatore, lo scudo che la legge gli assegna, di poter essere posto agli arresti solo dietro autorizzazione dell'aula.
Da oggi questo non sarà più così per Berlusconi, questo e solo questo.
Non s'illuda la Sinistra che non c'è più Berlusconi, perché egli resta.
il problema è che restano anche questi venti anni:
- restano i disoccupati aumentati in questi venti anni;
- restano le aziende chiuse in questi venti anni;
- restano i poteri forti, anche quelli dei mass media e delle televisioni e dei giornali di Berlusconi;
- restano i verbali secretati, in cui un camorrista indicava i siti in cui erano stati sepolti i rifiuti tossici … e restano le morti da questi causati.
Restano insomma, venti anni di parole e del nulla fatto, o meglio dell'arretramento di un Paese;
resta l'inazione di una sinistra che aveva l'alibi di Berlusconi e che, oggi, pur rimando Berlusconi, non è più legittimata a celarsi dietro l'alibi che per venti anni ha usato.
Tutto ciò è rimasto e resta nella storia, ma speriamo che da domani almeno una cosa non resti: il dibattito estenuante intorno alla questione "decadenza di Berlusconi", mentre il Paese più che decadere rischia di precipitare ed affondare, e questi politici stanno a parlare e discutere di ciò che non interessa, perfetti emuli degli orchestrali del Titanic.
mercoledì 6 novembre 2013
Ragione e sentimento
Il titolo di questo post potrebbe far pensare al fatto che io voglia scrivere in merito al famoso romanzo, così intitolato e scritto tra la fine del 1700 e gli inizi del 1800 da Jane Austen.
Non è così.
Ho intenzione di scrivere di una storia, alla fine un po' romanzata, scritta ai tempi nostri, senza carta e penna, ma a mezzo telefono dal ministro di Grazia e Giustizia Cancellieri.
Anche questo "romanzo moderno" ha lo stesso titolo del classico, perché dalle dichiarazioni rese ancora non è chiaro quanto l'intervento del ministro abbia seguito la ragione (non solo nel senso di correttezza ed opportunità, ma proprio dell'azione in vate di ministro e non di persona) o quanto sia frutto del sentimento (di umanità com'ella stessa ha affermato).
La vicenda è quella riguardante la telefonata o le telefonate tra la famiglia Ligresti (quella accusata della bancarotta Fonsai) e il ministro Cancellieri, la quale rassicurava sul fatto che si sarebbe interessata della vicenda di Giulia Ligresti, in carcere per le citate accuse, seppur sofferente di salute e anoressica. telefonate sarebbero poi intercorse proprio tra il ministro di grazie e giustizia e le autorità competenti in tema di carcerazione e scarcerazione della detenuta Giulia Ligresti.
E' di oggi la dichiarazione del ministro Cancellieri, secondo cui il suo intervento non avrebbe provocato la decisione di scarcerare Giulia Ligresti e con questo intervento non avrebbe, quindi, esercitato pressioni né avrebbe espressamente richiesta la predetta scarcerazione. Infatti secondo il ministro la scarcerazione, sarebbe stata frutto di una decisione autonoma da parte delle Istituzioni che amministrano la giustizia in Italia, commettenti in tema.
Ma allora quale sarebbe il perché suo intervento ? quale sarebbe stato il fine ? Queste le domande che sorgono spontanee ascoltate le dichiarazioni del Ministro. In altri termini, il Ministro invece di esercitare le proprie funzioni per il cui esercizio viene pagata, cosa fa ? perde tempo facendo telefonate ad atrocità che amministrano aspetti delicati dell'amministrazione della giustizia, che già sa non avranno alcun effetto ?
Giorni fa, la stessa Cancellieri aveva detto di aver telefonato non per questione amicizia familiare ed ancor meno perché il proprio figlio era legato da rapporto di lavoro alle aziende della famiglia Ligresti, ma lo avrebbe fatto per umanità, per sensibilizzare su una questione che guardava una persona detenuta, in precarie condizioni di salute e a rischio di vita.
Ci dica allora, se così fosse, quante altre volte lo ha fatto e per chi altri, così per farci capire se esiste in tema un suo atteggiamento costante, volto a segnalare casi umani a prescindere dalla famiglia cui appartiene il detenuto.
Perché l'altra questione che è naturale porre è: cosa ne è dei casi di altri detenuti, in analoghe precarie condizioni di salute che non vengono segnalati ?
Questa domanda dovremmo porgercela, perché appare chiaro che l'intervento del Ministro, indirettamente è un atto di sfiducia verso chi amministra la giustizia, perché se il ministro avesse fiducia riguardo queste istituzioni, penserebbe che i casi degni da attenzionare e meritevoli di valutazione sono esaminati da dette istituzioni originariamente, a prescindere dalla segnalazione di un ministro. Se ha ritenuto come ha fatto di intervenire anche solo per umanità, per un caso specifico, vuol invece, dire che ella non ha fiducia in queste istituzioni, non ha fiducia sul fatto che siano giustamente ed ordinariamente attente a questi casi e, usando le sue parole, non essendo appropriatamente sensibili al tema andavano "sensibilizzate"
Il Ministro dovrebbe piuttosto compiere atti che rimuovano a livello generale eventuali barriere o limiti alla corretta ed "autonoma"valutazione da parte delle istituzioni competenti, riguardo i casi degni di attenzione ed analoghi od identici a quelli di Giulia Ligresti (il caso Cucchi presenta analogie, vedi anoressia e stato di salute, ma nessuno ha segnalato il caso ... e Cucchi è morto).
Allora quello che pare di capire, ciò che più verosimilmente sembra è che la vicenda sia di fatto, la solita storia "di raccomandazioni", così come in altri settori della vita di questo Paese.
I casi per i quali nessuno "raccomanda" attenzione che fine fanno ?
il Ministro per caso ha ragione e motivo di credere che questi casi non vengano esaminati e quei detenuti non vengano quindi scarcerati a danno della loro salute e vita ?
E' questo pensiero di sfiducia, il motivo per cui ella ha voluto "attenzione" la autorità competenti sul caso Ligresti.
Meglio avrebbe fatto se prima, che si fosse verificato il caso Ligresti, avesse provveduto con propri atti, questi sì da Ministro a rimuovere a livello generale il problema della scarsa attenzione per certi casi. Invece no, ha compiuto un atto che non è da Ministro: segnalare alle Autorità un caso specifico, rispetto a cui aveva rassicurato la famiglia "a lei cara per amicizia", che avrebbe fatto ogni cosa per seguire l'evoluzione; e ciò pur sapendo come lei dice che ciò non avrebbe comunque ingenerato alcuna pressione o influito sulla decisione autonoma delle istituzioni competenti .. cioè promette di fare una cosa che tanto già sa non influente (???).
Sorprendenti sono poi le reazioni delle parti politiche, a parte quella del Movimento 5 stelle che richiede le dimissioni del Ministro:
il PD spaccato anche su questo tema, che in alcune sue componenti non ravvisa neppure l'inopportunità dell'azione;
il PDL che, strumentalmente, rispolvera la questione Ruby - Berlusconi per dire che in quel caso Berlusconi è stato additato e accusato addirittura di reato per una cosa analoga a quella che ha riguardato oggi la Cancellieri; la conseguenza chiedere, quindi, che come non deve essere ravvisato né quale reato né quale azione inopportuna l'operato della Cancellieri, che può rimanere in carica con piena fiducia, andrebbe riconsiderato allo stesso modo l'operato di Berlusconi … e si creda tutti che l'aver detto che era nipote di Mubarak, alla fine sia stata solo una burla come il cucù alla Merkel. Che si accetti che un ministro o un presidente del consiglio si interessi della vicenda di polizia, giudiziaria e carceraria di uno specifico e da loro conosciuto cittadino, anche se poi c'è il rischio che si siano dimenticati o non abbiano posto attenzione agli altri cittadini da loro non personalmente conosciuti, che si siano o si trovino nelle stesse o analoghe situazioni. Complimenti, non c'è che dire.
martedì 29 ottobre 2013
'N Che Guevara
Era di pochi giorni fa, la notizia della nomina a Presidente della Commissione Antimafia della deputata PD Rosy Bindi.
Una notizia che di certo, non manifesta il nuovo e un cambio dei tempi.
Una notizia che di certo, non manifesta il nuovo e un cambio dei tempi.
E' apparsa però addirittura "scomposta" , per non dire altro, la reazione e la protesta di alcuni esponenti del PDL, primo fra tutti, del capogruppo PDL alla Camera, Renato Brunetta, che addirittura ha avvertito di essere pronto alla guerriglia (in Parlamento).
All'improvviso, l'Italia intera ha pensato che fosse arrivato un neo Che Guevara, pronto a lottare per la giusta causa e il riscatto degli oppressi.
Ma è proprio il motivo per cui Brunetta è pronto alla guerriglia a farci capire che non Che Guevara (con un gioco di parole - 'n Che Guevara)
L'ideale per cui Brunetta vorrebbe far guerriglia è quello di far solo confusione, alzare un polverone, minacciare la caduta del Governo ... e questo se non salvano Berlusconi dalla decadenza.
La controprova l'abbiamo avuta oggi, quando l'alter ego di Brunetta, cioè il capogruppo al Senato del PDL Schifani (ex Presidente del Senato e quindi ex seconda carica dello Stato) ha di nuovo avvertito che il Governo potrebbe cadere, perchè il PDL (se ancora esiste dopo che è stato varato il progetto - come la Bini non nuovo - di Forza Italia) potrebbe ritirare il suo appoggio all'esecutivo.
Il motivo dell'avvertimento? l'imminente votazione per la decadenza di Berlusconi da Parlamentare dopo la condanna definitiva per i diritti Mediaset e la frode fiscale connessa.
Proprio oggi i lavori in Parlamento sono stati rallentati, con il PDL che fa melina e chiede la sospensione dei lavori dopo che la Corte d'Appello di Milano ha pubblicato la motivazione della sentenza, con cui è stata ricalcolata per Berlusconi da cinque a due anni l'interdizione dai pubblici uffici, pena accessoria a seguito della condanna in via definitiva per frode fiscale.
Poi altro che tema, che a questo punto appare usato strumentalmente per allungare i tempi del voto, è la scelta del metodo del voto. Il Movimento 5 stelle che lo vuole palese e altri che lo vogliono mantenere segreto. Pare che l'ago della bilancia della decisione sia nella mani della Lanzillotta, eletta nelle liste di Forza Civica (ex forza politica di Mario Monti, oggi adottata da Casini ... una nuova DC insomma).
Poi altro che tema, che a questo punto appare usato strumentalmente per allungare i tempi del voto, è la scelta del metodo del voto. Il Movimento 5 stelle che lo vuole palese e altri che lo vogliono mantenere segreto. Pare che l'ago della bilancia della decisione sia nella mani della Lanzillotta, eletta nelle liste di Forza Civica (ex forza politica di Mario Monti, oggi adottata da Casini ... una nuova DC insomma).
La Lanzillotta è propensa, pare, a mantenere il voto segreto, perchè afferma "sono contraria alle leggi ad personam, ma anche a quelle contra personam" ... bohhh che vorrà dire, si tratta di decidere se votare palesemente per la decadenza (mica è una vergogna esprimere apertamente il proprio voto) o farlo in modo segreto ... che c'entrano le leggi contra personam ???
Ora ci vorranno far credere che la legge Severino è stata varata contro Berlusconi che poverino aveva commesso (prima) il reato di frode fiscale.
Insomma un parlamento e una politica che ancora discutono sulla vicenda giudiziaria di Berlusconi, il quale minaccia di far cadere il Governo, dopo che meno di un mese fa gli ha votato la fiducia ... una classe politica che non si cura dei reali problemi, altro che risollevare "gli oppressi" ed emancipare le masse, altro che guerriglia e Che Guevara.
Dovrebbero fare più attenzione al fatto che già nel 2012 la povertà relativa in Italia era del 12,7% e quella assoluta il 6,8% e la spesa media mensile per famiglia, sempre in quell'anno, era di 2.419 euro (meno 2,8% rispetto al 2011).
Ed oggi pure peggio, perchè secondo la Coldiretti nel 2013 circa 4.068.250 persone hanno dovuto chiedere aiuto per sfamarsi, un 10% in più rispetto al 2012.
Il tasso di disoccupazione ai massimi dal dopoguerra, giunto al 12%, con la disoccupazione giovanile quasi al 40% (quasi uno su due !!!).
Chi il lavoro l'aveva, oggi non l'ha più in molti casi, visto che a settembre si è registrato un picco nelle ore autorizzate di cassa integrazione e guadagni.
Basta con i dati, già si è capito che certi guerriglieri parlamentari, dovrebbero scendere in piazza a confrontarsi con quegli italiani che stanno affrontando questi problemi, non quelli della decadenza da parlamentare, del voto palese o segreto, dell'irretroattività di leggi per l'applicazione o meno di pene accessorie a chi è stato condannato definitivamente per il reato di frode fiscale.
Forse capirebbero cosa significa lottare, e quali i veri motivi per cui nella vita le persone lottano ... per sopravvivere civicamente parlando, ma molti anche per sopravvivere materialmente parlando.
E' proprio vero " 'n che Guevara ", e certamente se ci fosse non lo incarnerebbe Brunetta, anche perchè, concedetemi un gioco di parole o una battuta scontata, oltre la barbetta e il sigaro, gli manca pure la levatura ... in gergo politico la "statura".
giovedì 24 ottobre 2013
La follia di non sentirsi estranei e la paura di stare a casa
La notizia, tragica, di oggi, riguarda un ragazzo italiano.
Un giovane ragazzo italiano, che potrebbe essere un nostro figlio, un nostro fratello, un nipote, cugino, amico ... ma certamente un giovane ragazzo, che come tanti, di quelli che voi conoscete, aveva scelto di andare in Inghilterra per imparare la lingua e mantenersi lavorando.
Un giovane italiano, di 19 anni che veniva dalla provincia di Lecco e che in Inghilterra è stato aggredito ed ucciso a calci e pugni, solo perchè, per quanto si è capito, al pensiero di quelli che l'hanno ucciso "rubava il lavoro" agli inglesi ... un lavoro, quello che faceva, il cameriere, che forse neppure quelli che l'hanno assassinato avrebbero fatto.
Vero è che, dalle ultime notizie sulla vicenda, i colpevoli, nove persone, di cui 7 tra i 21 e i 30 anni ora in carcere, non sarebbero inglesi e, quindi, anche il movente non è chiaro se sia quello a sfondo razziale.
Ora. lasciando che siano le indagini di polizia a scoprire la verità, la notizia dovrebbe comunque farci riflettere proprio perchè in questi anni, anche in Italia, abbiamo sentito la stessa frase, rivolta a chi veniva da fuori, da chi era "estraneo" al nostro Paese, perchè straniero.
Scopriamo così, che se fosse vero il movente, anche noi potremmo essere visti come "estranei" persino in Inghilterra, e additati come stranieri che rubano il lavoro a chi vive in quel Paese.
Allora qual'è il punto ?
Dovremmo capire la superficialità e l'irragionevolezza, insita nell'assumere atteggiamenti ostili verso chiunque venga nel nostro Paese per lavorare.
Bisognerebbe evitare la follia di non credersi estranei, perchè altri così ci potrebbero vedere, allo stesso modo di come noi vedremmo chi entra nel nostro Paese.
Prima di far ciò, quanto meno bisognerebbe sentirsi a posto in casa propria, non aver paura di starci come invece ormai quotidianamente ci capita.
Sì perché, sarebbe opportuno che prima creassimo le condizioni per vivere bene e poter avere dignità lavorativa sociale nel nostro Paese, eliminando le forti disuguaglianza che esistono tra noi "di casa". Solo così non svilupperemmo quel pensiero folle di non accettare chi nel nostro Paese viene per vivere con quella dignità che pure a noi più non viene riconosciuta, e che lavorando, contribuisce al mantenimento della socialità.
Prima dei pensieri folli, dovremmo rimuovere la paura di stare in casa nostra, la paura di passeggiare nei nostri centri storici, senza temere aggressioni da parte di chi viene nel nostro Paese per tiranneggiare, danneggiare, sopraffare ... questi sono gli "estranei" alla socialità, quelli che non vogliono contribuire, partecipare che alla convivenza che dovremmo voler creare ... , quelli che per davvero dovrebbero essere respinti senza indugio.
Questo tutti dovremmo fare, chi in casa da sempre c'era e chi da fuori ci è venuto, per convivere. Assieme dovremmo ricostruire quella socialità che vuol dire respingere chi non accetta questo modo di con vivere.
Questo servirebbe, anche per riprendersi quella casa che era il centro storico delle nostre città, come lo era anche quello di Perugia, in cui si passeggiava a tutte le ore di notte, senza quel timore, quella paura che oggi si ha ... chi dice il contrario, cioè che pure oggi lo si può fare, lo vorrei incontrare a girare per i vicoli del centro per una volta in piena notte; sì perchè già è difficile vedercelo pure di giorno, quando al massimo, a quell'ora, dalla Fontana Maggiore al massimo arriva al Teatro Pavone.
Senza il recupero della con-vivenza tra ogni uomo di buona volontà, avremo sempre paura di stare pure nella nostra casa-Paese e la paura genera solo follia, come quella di credere che noi non si è estranei nelle altre parti del mondo.
domenica 13 ottobre 2013
Uno stesso destino ci unisce
Per i pochi che non sapessero chi sia, Priebke è, o meglio è stato un Ufficiale delle SS, di stanza a Roma, e conosciuto per essere il Boia delle Fosse Ardeatine.
Per chi poi non sapesse cosa siano le Fosse Ardeatine, ricordo solo che è così conosciuta una delle più atroci stragi di civili della seconda guerra mondiale, in Italia, in cui, il 24 marzo 1944, furono uccisi 335 persone, solo per rappresaglia dei tedeschi, per un attentato in cui restarono uccisi 33 militari tedeschi.
Questi poveri 335 innocenti furono uccisi a sangue freddo e occultati nelle cave di Pozzolana in cui furono trasportati, fucilati e seppelliti.
Resta certo che non fu Priebke ad organizzare ed eseguire la rappresaglia voluta direttamente da Hitler, ma fu Herbert Kappler. Ma è altrettento vero che come Priebke, anche Kappler non ha scontato, di fatto, nessuna conseguenza per un atto tanto disonorevole ed efferato. Vero è che, come Priebke morto oggi come un uomo libero qualunque, anche Kappler, riuscì di fatto a salvarsi da ogni condanna e addirittura morì da uomo libero in Germania, dopo esser riuscito ad evadere, ironia della sorte proprio da Roma, dall'Ospedale Celio. Morì infatti a 71 anni in Germania a Luneburgo.
Questa premessa non è fine a se stessa, ma spiega anche la finalità di questo post. Sia Kappler, che Priebke hanno avuto una vita, direi, alquanto lunga e, nonostante ciò, sono riusciti a vivere con se stessi, malgrado la stessa loro vita; proprio questo dimostra l'inumanità della persona. Chiunque, con una minima scorta di umanità, non avrebbe potuto vivere così a lungo, non avrebbe potuto sopportare di vivere con se stesso, dopo aver compiuto un atto del genere, anche se solo come conseguenza del dover obbedire ad un ordine.
Ebbene, proprio oggi, si è riparlato del testamento spirituale di Priebke, di quanto egli ha affermato nell'intervista, rilasciato quando compì i 100 anni e che solo oggi alla sua morte è stata resa nota.
In pratica, disse di non rinnegare il proprio passato ... e ci mancava dicesse che ne andava pure fiero ?!
Per incorniciare bene il quadro, disse pure che l'olocausto è stata una manipolazione delle coscienze e che le camere a gas le hanno costruite gli Americani alla fine della guerra ... veramente manipolazione del passato la sua.
Alla domanda se si sentisse ancora nazista, rispose che la fedeltà al proprio passato è qualcosa che ha a che fare con le proprie convinzioni, si tratta del modo di vedere il mondo, i propri ideali e di qualcosa che ha a che fare con l'amor proprio e l'onore.
Insomma con queste parola ha dimostrato di aver vissuto a lungo e di aver, però, vissuto inutilmente, perché non ha capito molto o nulla della vita. Un qualunque uomo che avesse commesso ciò che ha commesso Priebke, fosse anche per obbedire a degli ordini, oggi non parlerebbe di fedeltà a quel passato, di convinzioni, di ideali, ma si rammaricherebbe di averlo dovuto fare, magari per debolezza, soccombenza ai superiori ed al contesto. Non parlerebbe di onore ... ma Priebke, parlando, come ha detto, di "amor proprio" ha dimostrato la propria visione egoistica, aliena agli altri ed a tutto quello che è umano ed a tutto quello che è vita.
In pratica, disse di non rinnegare il proprio passato ... e ci mancava dicesse che ne andava pure fiero ?!
Per incorniciare bene il quadro, disse pure che l'olocausto è stata una manipolazione delle coscienze e che le camere a gas le hanno costruite gli Americani alla fine della guerra ... veramente manipolazione del passato la sua.
Alla domanda se si sentisse ancora nazista, rispose che la fedeltà al proprio passato è qualcosa che ha a che fare con le proprie convinzioni, si tratta del modo di vedere il mondo, i propri ideali e di qualcosa che ha a che fare con l'amor proprio e l'onore.
Insomma con queste parola ha dimostrato di aver vissuto a lungo e di aver, però, vissuto inutilmente, perché non ha capito molto o nulla della vita. Un qualunque uomo che avesse commesso ciò che ha commesso Priebke, fosse anche per obbedire a degli ordini, oggi non parlerebbe di fedeltà a quel passato, di convinzioni, di ideali, ma si rammaricherebbe di averlo dovuto fare, magari per debolezza, soccombenza ai superiori ed al contesto. Non parlerebbe di onore ... ma Priebke, parlando, come ha detto, di "amor proprio" ha dimostrato la propria visione egoistica, aliena agli altri ed a tutto quello che è umano ed a tutto quello che è vita.
Ecco queste parole offendono molti, sicuramente tutti quelli che hanno avuto uno zio, un nonno, partigiano come li avuti io. Io che ho avuto un nonno che mi ha raccontato, non delle camere a gas, ma degli uomini come Priebke della loro crudeltà, del fatto che lo misero al muro, prelevandolo da casa, solo perché dovevano uccidere alcuni uomini per vendetta; un nonno che mi ha raccontato di essersi salvato, solo perchè quando arrivò in quel luogo dove avevano fucilato altri uomini, lì stesi a terra, lo misero al muro, ma mentre tutto era pronto, si fermarono perchè si accorsero di essere già al numero stabilito di morti. Così lo presero, lo tennero con altri in un casolare per due giorni, lo riempirono di botte e lo rispedirono dalla propria moglie e figli, gonfio e pesto, ma, fortunatamente, vivo.
Questo mi è bastato sentire, non mi sono serviti racconti sulle camere a gas, per trovare quella coscienza che Priebke vorrebbe non avessimo, mentre sostiene che ci hanno lavato il cervello nelle scuole con certi racconti.
Lascio che che commemorino, i senza cervello dei nostri giorni, che vedono con nostalgia alle vicende che rievoca Priebke, a quelli che il cervello se lo sono lavato da soli e che credono che quest'uomo abbia un onore. Lascio che lo credano ma non ce lo dicano, che non ci offendano. Lasciamoli credere, ma poniamo attenzione a che non vogliano reiterare quelle vicende, che non le vogliano riportare alla luce del mondo. Facciamo che restino seppellite nella profondità della terra, dove finirà pure Priebke e che come lui nn rivedano mai la luce del sole.
Di oggi sono poi, le polemiche sui funerali e del non volere seppellire Priebke a Roma.
Questo mi è bastato sentire, non mi sono serviti racconti sulle camere a gas, per trovare quella coscienza che Priebke vorrebbe non avessimo, mentre sostiene che ci hanno lavato il cervello nelle scuole con certi racconti.
Lascio che che commemorino, i senza cervello dei nostri giorni, che vedono con nostalgia alle vicende che rievoca Priebke, a quelli che il cervello se lo sono lavato da soli e che credono che quest'uomo abbia un onore. Lascio che lo credano ma non ce lo dicano, che non ci offendano. Lasciamoli credere, ma poniamo attenzione a che non vogliano reiterare quelle vicende, che non le vogliano riportare alla luce del mondo. Facciamo che restino seppellite nella profondità della terra, dove finirà pure Priebke e che come lui nn rivedano mai la luce del sole.
Di oggi sono poi, le polemiche sui funerali e del non volere seppellire Priebke a Roma.
Io, invece, lo seppellirei proprio a Roma, accanto alla lapide posta in ricordo delle Fosse ardeatine. Ce lo seppellirei, perchè quel corpo possa sentire la pesantezza di quella terra che lo sovrasterà in eterno, perché, ne possa sentire in eterno il sapore amaro di quel sangue che egli ha versato.
Lo seppellirei lì, così che i nostalgici senza cervello che vorranno "onorarlo" e visiteranno la sua tomba, saranno costretti a vedere la lapide ai martiri, morti alle Ardeatine e saranno costretti a ripensare a quella "onorevole" azione del loro stimato nazista.
Lo seppellirei, lì, perchè possa quel corpo scontare in eterno, quella pena che non ha subito in vita, sentendosi prigioniero sotto quella stessa terra in cui ha fatto sprofondare le vite di tante persone innocenti e dei loro cari.
Lo seppellirei lì, così che i nostalgici senza cervello che vorranno "onorarlo" e visiteranno la sua tomba, saranno costretti a vedere la lapide ai martiri, morti alle Ardeatine e saranno costretti a ripensare a quella "onorevole" azione del loro stimato nazista.
Lo seppellirei, lì, perchè possa quel corpo scontare in eterno, quella pena che non ha subito in vita, sentendosi prigioniero sotto quella stessa terra in cui ha fatto sprofondare le vite di tante persone innocenti e dei loro cari.
Al resto, per chi crede, penserà Dio, che terrà conto dei suoi atti, del suo pensiero e anche dell'ultimo pensiero rappresentato nel suo testamento: quello di non pentirsi, nè semplicemente rammaricarsi.
Per chi non crede, basterà il pensare che c'è un destino comune che ci unisce e che unirà, anche stavolta, la vittima e il carnefice: quello della morte ... ma tra gli uomini, resta però, sempre, una differenza: quello che si è dato in vita, e che nessuno può cancellare.
In questo senso, resta la memoria, in chi sopravviverà alla morte di ognuno di noi.
Così è anche nel caso di Priebke, resta la memoria di un uomo senza onore, senza l'umanità del pentimento o del rammarico; resta tutto questo di quest'uomo, una vita degna di essere sotterrata, degna di sprofondare nell'abisso della terra;
resta all'opposto, la memoria di quelle vittime, degna di essere innalzata nel più alto livello del cielo, perchè simbolo, paradossalmente, della vita, in quanto la libertà è vita e quelle vittime sono e resteranno il simbolo della libertà di un popolo, che riuscì a sconfiggere l'oppressione di esseri inumani ... un popolo, quello italiano che sarebbe ora si ritrovasse, per quello che è stato in quei giorni.
In questo senso, resta la memoria, in chi sopravviverà alla morte di ognuno di noi.
Così è anche nel caso di Priebke, resta la memoria di un uomo senza onore, senza l'umanità del pentimento o del rammarico; resta tutto questo di quest'uomo, una vita degna di essere sotterrata, degna di sprofondare nell'abisso della terra;
resta all'opposto, la memoria di quelle vittime, degna di essere innalzata nel più alto livello del cielo, perchè simbolo, paradossalmente, della vita, in quanto la libertà è vita e quelle vittime sono e resteranno il simbolo della libertà di un popolo, che riuscì a sconfiggere l'oppressione di esseri inumani ... un popolo, quello italiano che sarebbe ora si ritrovasse, per quello che è stato in quei giorni.
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